mercoledì 4 marzo 2009

Notizie Abruzzo. Le "Iene" prendono di mira Febo e Aracu


A sinistra, Sabatino Aracu, deputato del Popolo della Libertà.A destra, Luigi Febo, assessore all'urbanistica e ai lavori pubblici del Comune di Chieti e militante nel Partito democratico."Le Iene" hanno colpito in maniera "bipartisan" in Abruzzo


Aracu non ha i riflessi di Bush, ma si diverte.La contromossa furba di Febo
Le "Iene" di Italia 1 hanno fatto tappa, in questi giorni, in Abruzzo.
Prima hanno fermato, per la seconda volta, l'assessore ai lavori pubblici e all'urbanistica di Chieti Luigi Febo, per farsi spigare perchè, dal 1993, la filovia non è attiva nel capoluogo teatino.
Febo, che tra l'altro è un bell'uomo e idolo delle teen agers per i suoi occhi castani e il suo sapor mediorientale, ha però giocato d'anticipo, evidentemente imbeccato da una "soffiata".
Beffardo e con l'aria di chi fa finta di niente, è sceso dall'unico filobus in prova proprio nella stazione degli autobus dove le Iene si trovavano in quel momento.
Sull'argomento, vi do i link di entrambe le incursioni dei comici di Italia 1 che spiegano bene la questione.

Per quanto riguarda il deputato Aracu, sembra che abbia ricevuto addirittura una scarpa in pieno volto, colpito da un complice delle Iene che voleva scimmiottare la scena di Bush e del giornalista Iracheno.

Aracu ha dichiarato che la "scarpata" non lo ha infastidito, ma che si è divertito molto.

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Notizie- Abruzzo Foto del cantiere "Fuenti", attualmente fermo per presunte irregolarità

Foto da me scattata il 2 Novembre, a lavori ancora in corso

Notizie- Abruzzo. Bloccato l'albergo sulla spiaggia di Francavilla


Foto da me scattata il 2 Novembre, a lavori ancora in corso

Il 28 Novembre vi avevo segnalato la presenza di lavori in corso sul lungomare di Francavilla. Ci sono degli sviluppi.

Sembra infatti che l'albergo in costruzione, che visibilmente sconfina sulla spiaggia, che è terreno demaniale (e quindi di competenza del comune, secondo disposizioni di legge in vigore da qualche anno), sia stato costruito in spregio a diverse norme.

Se apparentemente infatti sembrava tutto nella norma, in virtù dlla delibera del 24/8/2008 emanata dal comune di Francavilla, e della sucessiva approvazione da parte della Regione.


In realtà i lavori sarebbero stati avviati contravvenendo al Decreto ministeriale n.1 del 1967, del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio e del Piano Paesistico regionale.


Come se non bastasse, è intervenuta la Capitanera di Porto di Chieti, nella persona del Comandante Giuseppe Famà, che ha lamentato il fatto di non essere stato messo al corrente deilavori, come dovuto, e che, ravvisando ulteriori irregolarità, ha inviato degli esposti a numerosi organi competenti, tra cui la Procura di Chieti e le forze di Polizia.

Al momento il cantiere denominato "Fuenti" è fermo e la procura sta indagando in merito.
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I treni che l'Abruzzo rischia di perdere.


Pescara-Roma
Si parla da parecchio tempo di un potenziamento dei collegamenti tra Pescara e Roma, con autostrade ed alta velocità.
Essendo, per una questione di latitudine, la città più vicina a Roma sulla costa opposta, Pescara è la scelta ideale per tale progetto di collegamento delle coste.
Il vantaggio, per la nostra regione, di un migliore collegamento con la capitale, sede del potere nonchè centro propulsore di tante altre realtà, è facile da comprendere.

Il porto e l'aeroporto
Pescara deve intraprendere una scelta coraggiosa: costruire un porto vero e proprio, visto che le barche da lavoro e da trasporto attraccano nell'alveo del fiume, ed aumentare il numero dei voli dell'aeroporto.

Vi allego qui il link di un articolo da me scritto qualche mese fa, che approfondisce uno di questi aspetti.

www.ilbastiancontrario.it/ilbastiancontrario/2008/06/pescara-le-imba.html

Non parlo dei Giochi del Mediterraneo perchè si tratta, purtroppo, di un'occasione ormai in buona parte già persa

Proposte per lo sviluppo industriale








La grande tv del passato e del presente in Dvd e Vhs...

Fa rabbia come a volte si voglia far credere che il Pil sia un indicatore di crescita economica.
La crescita economica che io riconosco è quella che si trova nelle tasche dei cittadini e nel loro accesso ad un lavro vero, con la l normale, non a progetto, non precario, non in nero.

Si cerca ancora oggi di far credere che L'Italia, che era stata salassata dai provvedimenti tassativi degli anni '90 (purtroppo necessari) per risanare il debito pubblico, fino al 2006 era in crescita, quando già da anni le fabbriche chiudevano e la disoccupazione e il precariato aumentavano.

Nè mi incantano coloro che hanno negli anni passati snocciolato dati sull'aumento dell'occupazione, senza scomodarsi a dire che gran parte di questa era lavoro temporaneo, e che il lavoro con contratto a tempo indeterminato diminuiva.

Bastava e basta, al cittadino, fare i conti nelle proprie tasche e in quelle dei propri vicini per non riconoscersi in queste buone novelle.

Da quando è sopraggiunto l'euro, il processo di depauperamento industriale italiano si è velocizzato drasticamente. Una manodopera che già faceva fatica a reggere il passo dei paesi emergenti, con la moneta pesante ha dovuto dire adieu alle speranze di una vita tranquilla.

Gli imprenditori italiani investono sempre più nei luoghi dove la manodopera costa meno. La stessa cosa l'hanno fatta gli operatori stranieri che avevano investito in Italia, e poi non l'hanno trovato più conveniente.

Ciò che le amministrazioni locali e i governi succedutisi finora hanno fatto è stata l'elargizione di fondi per salvare posti di lavoro, (soldi della comunità, denaro i tutti, la cui scomparsa dalle casse statali ha comportato ulteriori scompensi e indebitamenti).

Dare soldi ad una azienda per salvare il posto ai suoi lavoratori è una strategia dal fiato corto, se si ci limita solo a quello: dopo un anno o due (
è lampante questo in Abruzzo) la stessa azienda beneficiaria si trova allo stesso punto di prima. Se una attività economica non è in grado di stare nel mercato, e di reggere la concorrenza, e di mettersi in condizione di trovare da sola le soluzioni vincenti, l'assistenzialismo produce solo danni.

L'era dei Sovchoz è finita, e questo se lo augurano tutti, datori di lavoro e sottoposti.

Cosa può spingere un'industriale a dire: sì, investo in Italia?

Abbiamo una moneta e un costo della vita forti, e i salari sono alti.
Abbiamo tasse molto elevate.
Abbiamo una burocrazia elefantiaca e lenta, oltre che poco trasparente.

Alcune proposte.

- Miglioramento della formazione dei lavoratori. (Non mi aspetto miracoli dall'Università), ma alcuni poli d'eccellenza sono auspicabili.

- Miglioramento delle infrastrutture. Investimenti per nuove autostrade e per una rete ferroviaria ad alta velocità.

- Potenziamento degli scali portuali ed aeroportuali e delle rotte per l'estero, contestualmente ad accordi commercali coi paesi interessati.

- Puntare sulla qualità: il made in Italy, da sempre, ne è sinonimo.
Investire nella ricerca: chi è padrone di una nuova tecnologia è il padrone del vapore (Bill Gates insegna).

- Favorire il turismo: abbiamo il patrimonio culturale più elevato del mondo.

-Ridurre la spesa pubblica colpendo gli sprechi e ridurre le tasse a cittadini ed imprese.






La grande tv del passato e del presente in Dvd e Vhs...

Fate ciò che vi piace

Troppe volte ho visto giovani ripiegare, rinunciare ai propri progetti.
E' legittimo, per tutti, sognare di realizzare cose che appagano interiormente.

Basta progettare, ed un sogno non è più un sogno. Certo, la vita ci pone di fronte a dei compromessi, ma è un peccato cedere al conformismo.

Quanti complessi ci hanno creato: voglio fare il vigile urbano: "eh, ma devi farti raccomandare". Voglio fare il medico "eh, ma i clienti chi te li trova"? voglio fare l'artista "Cooosa? vuoi finire per strada a fare il barbone? Non sia mai".

A questo punto facciamo prima a spararci. In molti vengono scoraggiati nei propri progetti dalle famiglie, da persone vicine, o da persone che ti ridono in faccia: "Ma dove vai tu"?. In quest'ultimo caso l'invidia di alcuni si palesa in tutta la sua meschinità.

Non sempre è così. A volte c'è chi ci incoraggia, ci aiuta, talvolta non siamo abbastanza bravi per volare. Pazienza.

Io so solo che con l'ottimismo e la perseveranza si ottiene qualcosa, arrendersi senza combattere equivale a una partita persa in partenza.

Chi fa ciò che ama fare lo fa bene ed è una persona che ha uno scopo nella vita. C'è chi vive di convenienza e c'è chi vuole fare qualcosa di costruttivo. Il pragmatismo moderno e spicciolo sta uccidendo i nostri orizzonti mentali: vale la pena riflettere.

Notizie - Pescara. Anagrafe, servizi ottimizzati

Questo articolo è stato pubblicato, nella sua versione integrale, sul magazine: "L'Opinionista".

Servizi più rapidi per i cittadini di Pescara
Entro una decina di giorni il servizio sarà già attivo.

Finalmente, dopo essere stato annunciato a più riprese, nel corso degli ultimi mesi, adesso è ufficiale: da venerdì le competenze dell’ufficio anagrafe del comune saranno trasferite anche alle sedi dei quartieri, che potranno così rilasciare carte di identità e garantire gli stessi servizi offerti finora. Nei giorni successivi, tutte le procedure entreranno in pieno servizio.

Forse con questo provvedimento finirà il disagio di numerosi cittadini che fanno lunghe file per rinnovare i documenti scaduti.

L’assessore comunale al decentramento Roberto De Camillis annuncia trionfante:” Finalmente i cittadini potranno avere il tesserino d’identità ed il rinnovo di altri documenti rivolgendosi direttamente alle circoscrizioni di quartiere. Riusciremo così a semplificare le operazioni burocratiche, con risparmio di tempo e di energie per gli utenti.”

L’archivio di stato civile verrà spostato nella sezione di Portanuova, in Piazza dei Grue n.1.
Il provvedimento era atteso da molto: già nella precedente legislatura cittadina era stato spiegato il processo di informatizzazione che stavano subendo gli uffici del comune, nonché la semplificazione delle procedure per accedere ai servizi dello stato civile.

In molti casi, attualmente, è già possibile evitare lunghe code e prenotare un incontro con l’impiegato comunale preposto per ottenere i documenti richiesti.

Le sedi dei quartieri produrranno il documento d’identità nello stesso formato: quella tessera plastificata che è stata grande motivo di vanto sia per la precedente giunta che per quella attuale. In esso la foto è rielaborata fedelmente al computer e non più aggiunta con colla o spille come prima, ed è il funzionario stesso a farla.
Contiene una impronta digitale e un microchip, e quindi consente una identificazione ancora più precisa del cittadino. In essa è scritto anche il codice fiscale, è dotata di una striscia magnetica, e non si esclude che in futuro potrà avere altre applicazioni su apparecchiature elettroniche. Mancano, invece, alcuni tratti descrittivi dell’individuo che venivano riportati nella precedente versione cartacea.

I progressi annunciati dall’ufficio anagrafe di Pescara erano già stati illustrati ed elogiati in un congresso dell’Anusca (associazione nazionale ufficiali di stato civile e d’anagrafe) tenutosi dal 19 al 23 novembre 2008 a Salsomaggiore.

L’ufficio anagrafe centrale, insufficiente da solo a smaltire la grande affluenza di utenti ed ora finalmente riformato, ha per lungo tempo così funzionato: i cittadini si assiepavano davanti all’ingresso ben prima dell’apertura, per evitare lunghissime attese, dopodichè si prendeva il biglietto: i biglietti erano in numerazione limitata, e quando finivano, al di là dell’orario di apertura dell’ufficio, chi ne rimaneva privo non poteva, per quella volta, espletare le proprie necessità burocratiche. Anche gli orari stessi degli sportelli d erano risicati, a causa del personale insufficiente, e c’erano due turni, uno la mattina e uno il pomeriggio.
Ora, probabilmente, i Pescaresi verranno liberati dal fastidio recato da lunghe attese, senza andare troppo lontano da casa, nella più vicina delle tre circoscrizioni che formano la città: Castellamare, Viale Bovio n. 466, Portanuova, Piazza dei Grue n.1, Colli, Via di Sotto, 8/12.
Andrea Russo

domenica 1 marzo 2009