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lunedì 9 febbraio 2015

Maltempo: vento a Pescara, neve e scuole chiuse in provincia. Genitori avvisati via sms a Cugnoli

Violente raffiche di vento a Pescara e in tutta la provincia e neve nell'entroterra. Scuole chiuse in Val Pescara, a partire da Popoli, in diversi centri dell'area Vestina, tra cui Penne, Farindola, Montebello di Bertona, Civitella Casanova e Civitaquana, e in numerosi Comuni delle zone collinari. A Pescara l'amministrazione comunale ha chiuso la Riserva Dannunziana, il parco della Caserma Cocco e il Ponte del Mare per via del forte vento che mette a rischio la stabilità degli alberi e rende il passaggio sul ponte sconsigliato. Le raffiche stanno creando problemi un po' in tutta la provincia: cassonetti volati via, alberi e rami pericolanti e tettoie divelte stanno tenendo impegnati i Vigili del fuoco. Se a Pescara è caduto solo qualche fiocco bianco, nell'entroterra nevica già da ieri sera, ma il problema non è tanto la neve, quanto le basse temperature e la conseguente formazione di ghiaccio. Proprio per questo i sindaci di molti Comuni hanno deciso di sospendere le attività didattiche. In ogni caso, non si registrano problemi per quanto riguarda la viabilità. Mare in burrasca, ma la tendenza è al miglioramento. I genitori dei ragazzi di tutte le scuole comunali avvisati via sms della chiusura delle scuole per il maltempo: l'iniziativa è del Comune di Cugnoli, attraverso il servizio CugnolInforma SMS, innovativa modalità di comunicazione per fornire gratuitamente informazioni di pubblica utilità direttamente sul cellulare. L'ordinanza del sindaco, Lanfranco Chiola, di sospendere le attività didattiche delle scuole di ogni ordine e grado nel comune per la giornata odierna a causa delle condizioni meteorologiche avverse con neve e ghiaccio sulle strade, è stata riportata in homepage sul sito Ufficiale del Comune, e poi diffusa in tempo reale, nelle prime ore della mattina a tutti i genitori degli alunni di tutti le scuole.

sabato 6 marzo 2010

Tour de force per il Delfino Pescara

Otto partite, otto finali per il Delfino Pescara Scontro importante domani a Ravenna per il Delfino Pescara che deve dare un senso ad una stagione finora deludente.Doveva essere un campionato di vertice e così non è stato, e c'è il rischio di non disputare nemmeno i play off per la promozione in serie B Di sicuro ci sono stati degli errori nel costruire la squadra. Troppo facilmente sono stati concessi stipendi d'oro a giocatori che sulla carta sono di categoria superiore ma che in questa stagione hanno deluso. A Gennaio serviva un regista, ma, anche a causa del fatto che si era già speso molto, non si è riusciti a giungere a questo obiettivo. Le qualità tecniche ci sono, perchè in passato i giocatori in organico lo hanno dimostrato. L'impressione che hanno tutti, dagli addetti ai lavori al pubblico, è che non ci sia la grinta necessaria in campo.Basterebbe poco: un po' di fiducia nei propri mezzi in più e risparmiare le energie per riversarle in campo nei 90 minuti che contano davvero nell'arco della settimana. In 8 partite rimaste, ci sarebbe modo sia di riacciuffare il Verona (con cui ci sarà uno scontro diretto fuori casa), colmando la differenza tra i 46 punti degli Scaligeri e i 38 dei biancazzurri. Anche guadagnarsi un posto nei play off arrivandoci in uno stato di forma, però, non sarebbe cosa da niente.
notizie, Pescara

Una targa per il Simec, la moneta del popolo coniata da Giacinto Auriti


"Noi.. non è che non dobbiamo perdere. Noi dobbiamo rassegnarci a vincere".
Oggi, presso il comune di Guardiagrele, i concittadini del compianto Giacinto Auriti ne hannoricordato la figura di intellettuale d'alto profilo, con particolare attenzione all'invenzione da parte sua del Simec, una sorta di "scec" sostitutivo della moneta: ha permesso a chi lo possedeva, per un breve periodo, di avere un potere d'acquisto doppio rispetto a quello versato per acquistarlo.E' stata anche scoperta una lapide in onore del Simec, situata alle porte della città.Impresse, nella memoria di molti, rimangono le trasmissioni presso le reti locali in cui Auriti spiegava pervicacemente le sue vedute sulla moneta mutuate da Ezra Pound. Discorsi complessi, che solo chi è esperto di economia può confermare o smentire appieno.Sosteneva, in estrema sintesi, che le Banche Centrali, tramite un complesso meccanismo, fanno in modo che la moneta passi nelle mani del singolo cittadino non come un bene strumentale in suo pieno possesso, ma come un bene preso in prestito su cui sconterà degli interessi. Il metodo delle banche nazionali di prestare alle altre banche il denaro, secondo la teoria Auritiana, genera infatti una serie di eventi per cui la moneta viene svalutata, e il potere di acquisto del cittadino diminuisce.Sosteneva inoltre che il valore della moneta non è determinato dal popolo e dalle istituzioni che lo rappresentano. Il nostro potere d'acquisto infatti aumenterebbe o diminuirebbe in virtù di meccanismi operati dalle banche centrali. Metodi che sfuggono al popolo e che in sostanza lo trufferebbero.L'eco delle teorie di Auriti ha fatto il giro del mondo e sono stati in molti, in altri paesi, a perorare idee simili a quelle del professore Guardiese, tanto da dar vita a scec che funzionano come il Simec. La comunità scientifica del mondo economico, però, non ha mai dato per buone tali istanze.Domani, domenica 7 Marzo alle ore 10 presso il Palazzo della Provincia di Pescara vi sarà un incontro che spiegherà a fondo la teoria del Simec. La manifestazione è organizzata da diverse associazioni attive nel settore.
Una trasmissione sull'emittente Telemax del professor Giacinto Auriti

mercoledì 4 marzo 2009

I treni che l'Abruzzo rischia di perdere.


Pescara-Roma
Si parla da parecchio tempo di un potenziamento dei collegamenti tra Pescara e Roma, con autostrade ed alta velocità.
Essendo, per una questione di latitudine, la città più vicina a Roma sulla costa opposta, Pescara è la scelta ideale per tale progetto di collegamento delle coste.
Il vantaggio, per la nostra regione, di un migliore collegamento con la capitale, sede del potere nonchè centro propulsore di tante altre realtà, è facile da comprendere.

Il porto e l'aeroporto
Pescara deve intraprendere una scelta coraggiosa: costruire un porto vero e proprio, visto che le barche da lavoro e da trasporto attraccano nell'alveo del fiume, ed aumentare il numero dei voli dell'aeroporto.

Vi allego qui il link di un articolo da me scritto qualche mese fa, che approfondisce uno di questi aspetti.

www.ilbastiancontrario.it/ilbastiancontrario/2008/06/pescara-le-imba.html

Non parlo dei Giochi del Mediterraneo perchè si tratta, purtroppo, di un'occasione ormai in buona parte già persa

Notizie - Pescara. Anagrafe, servizi ottimizzati

Questo articolo è stato pubblicato, nella sua versione integrale, sul magazine: "L'Opinionista".

Servizi più rapidi per i cittadini di Pescara
Entro una decina di giorni il servizio sarà già attivo.

Finalmente, dopo essere stato annunciato a più riprese, nel corso degli ultimi mesi, adesso è ufficiale: da venerdì le competenze dell’ufficio anagrafe del comune saranno trasferite anche alle sedi dei quartieri, che potranno così rilasciare carte di identità e garantire gli stessi servizi offerti finora. Nei giorni successivi, tutte le procedure entreranno in pieno servizio.

Forse con questo provvedimento finirà il disagio di numerosi cittadini che fanno lunghe file per rinnovare i documenti scaduti.

L’assessore comunale al decentramento Roberto De Camillis annuncia trionfante:” Finalmente i cittadini potranno avere il tesserino d’identità ed il rinnovo di altri documenti rivolgendosi direttamente alle circoscrizioni di quartiere. Riusciremo così a semplificare le operazioni burocratiche, con risparmio di tempo e di energie per gli utenti.”

L’archivio di stato civile verrà spostato nella sezione di Portanuova, in Piazza dei Grue n.1.
Il provvedimento era atteso da molto: già nella precedente legislatura cittadina era stato spiegato il processo di informatizzazione che stavano subendo gli uffici del comune, nonché la semplificazione delle procedure per accedere ai servizi dello stato civile.

In molti casi, attualmente, è già possibile evitare lunghe code e prenotare un incontro con l’impiegato comunale preposto per ottenere i documenti richiesti.

Le sedi dei quartieri produrranno il documento d’identità nello stesso formato: quella tessera plastificata che è stata grande motivo di vanto sia per la precedente giunta che per quella attuale. In esso la foto è rielaborata fedelmente al computer e non più aggiunta con colla o spille come prima, ed è il funzionario stesso a farla.
Contiene una impronta digitale e un microchip, e quindi consente una identificazione ancora più precisa del cittadino. In essa è scritto anche il codice fiscale, è dotata di una striscia magnetica, e non si esclude che in futuro potrà avere altre applicazioni su apparecchiature elettroniche. Mancano, invece, alcuni tratti descrittivi dell’individuo che venivano riportati nella precedente versione cartacea.

I progressi annunciati dall’ufficio anagrafe di Pescara erano già stati illustrati ed elogiati in un congresso dell’Anusca (associazione nazionale ufficiali di stato civile e d’anagrafe) tenutosi dal 19 al 23 novembre 2008 a Salsomaggiore.

L’ufficio anagrafe centrale, insufficiente da solo a smaltire la grande affluenza di utenti ed ora finalmente riformato, ha per lungo tempo così funzionato: i cittadini si assiepavano davanti all’ingresso ben prima dell’apertura, per evitare lunghissime attese, dopodichè si prendeva il biglietto: i biglietti erano in numerazione limitata, e quando finivano, al di là dell’orario di apertura dell’ufficio, chi ne rimaneva privo non poteva, per quella volta, espletare le proprie necessità burocratiche. Anche gli orari stessi degli sportelli d erano risicati, a causa del personale insufficiente, e c’erano due turni, uno la mattina e uno il pomeriggio.
Ora, probabilmente, i Pescaresi verranno liberati dal fastidio recato da lunghe attese, senza andare troppo lontano da casa, nella più vicina delle tre circoscrizioni che formano la città: Castellamare, Viale Bovio n. 466, Portanuova, Piazza dei Grue n.1, Colli, Via di Sotto, 8/12.
Andrea Russo

sabato 31 gennaio 2009

Notizie-Pescara - L'associazione Co.Di.Ci. denuncia Aracu


(Articolo pubblicato su "La Cronaca di Tutto Abruzzo Oggi")

L’associazione Co.Di.Ci. denuncia Aracu.
Il presidente D’Andrea: “Fa un uso personale delle proprie
cariche”.

“Compensi spropositati agli organizzatori dei Giochi del Mediterraneo”, “conflitto d’interessi derivante dal fatto di essere parlamentare e presidente dell’associazione nazionale pattinaggio e Hockey”, “spese personali come cene e acquisti dal gioielliere pagate con la carta di credito dell’associazione”.

Sono pesanti le accuse dei membri del comitato pescarese di Co.Di.Ci., (Centro per i diritti del cittadino) che, con ducumentazioni inviate alla magistratura, chiedono un intervento nei confronti di Sabatino Aracu, parlamentare del Pdl presidente del comitato organizzatore per i giochi del mediterraneo e della federazione italiana Hockey e pattinaggio.

Gli esposti sono due: uno alla procura della repubblica di Pescara sul versante penale, e uno alla “Giunta delle elezioni presso la Camera dei Deputati” per il lato amministrativo.

Il segretario regionale di Co.Di.Ci, Giovanni D’Andrea, asserisce che “Senz’ombra di dubbio ci sono prove certe della cattiva condotta di Aracu, il quale, contro le disposizioni legislative, non può essere al contempo presidente di una federazione sportiva e deputato.

Abbiamo fatto una denuncia circostanziata alla magistratura, con documenti che riportano i compensi esorbitanti dati agli organizzatori dei giochi del mediterraneo, nonché le spese personali ottemperate con i fondi della Federazione nazionale di pattinaggio e Hockey a rotelle di cui è presidente”.

Molto decisa è la denuncia di Mariacristina Piccioni, affiliata alla federazione di cui Aracu è presidente nonché allenatrice in una scuola di pattinaggio.
“Sono tante, troppe, le persone che Sabatino Aracu stipendia con la sua associazione, senza che abbiano i requisiti minimi per operare. C’è addirittura chi è allenatore senza avere nemmeno un diploma isef o un titolo che ne giustifichi l’assunzione.

Nel mirino dell’associazione Co.Di.Ci. ci sono anche i dirigenti del comitato per i Giochi del mediterraneo Mario Di Marco , che, da quanto si legge nella documentazione da loro prodotta, avrebbe intascato 26.000 euro, e il vice direttore Paolo de Angelis, che avrebbe percepito 15.000 euro.
Andrea Russo



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mercoledì 14 gennaio 2009

Notizie - Politica /Pescara - La furbata del 5 Gennaio

Nella foto: il municipio di Pescara
D'Alfonso dà le dimissioni e si dichiara malato. Al suo posto subentra il vicesindaco Camillo D'Angelo.
Le ire del centrodestra.
Faccio una agile cronistoria degli sviluppi degli ultimi giorni sull'empeachment che ha riguardato il sindaco di Pescara.

-Il 16 Dicembre Luciano D'Alfonso aveva presenta le dimissioni da sindaco e da dirigente regionale del Pd, in seguito al suo arresto.
Il Pd verrà affidato ad un commissario straordinario, il senatore Massimo Brutti.

-il 22 Dicembre viene scarcerato (era agli arresti domiciliari). Tra le motivazioni di tale revoca per il pm vi è il fatto che, dando le dimissioni, il dirigente del Pd non può più inquinare le prove ed esercitare ancora le sue funzioni di sindaco.
-Il 5 Gennaio, ultimo giorno utile per ritirare le dimissioni, va in scena il dramma nel dramma: D'Alfonso ritira le dimissioni, ma contestualmente riaffida l'esercizio delle funzioni di sindaco al suo vice, Camillo D'Angelo, accampando la motivazione di essere malato, e presenta un certificato medico redatto da un dottore che è anche consigliere comunale, Giancarlo Perfetti.Un editoriale del quotidiano Il Centro, notoriamente vicino al centrosinistra e appartenente al gruppo editoriale Repubblica-L'Espresso, definisce tale gesto "una furbata".

- Il 6 Gennaio l'Idv esce dalla Giunta, e il suo esponente Mascitelli definisce la situazione farsesca. Nei giorni successivi, la linea dell'Idv sarà comunque quella di rimanere nella maggioranza tramite le azioni dei consiglieri, pur confermando l'uscita dalla giunta.
- Viene istituita una riunione del consiglio comunale, con il provvedimento del sindaco all'ordine del giorno.
I consiglieri d'opposizione chiedono che venga letto in assemblea il certificato medico, per verificare se ci sia scritto che d'Alfonso è affetto da una patologia permanente. Tale requisito renderebbe automatica l'indizione di nuove elezioni, verosimilmente nelle prime date disponibili, ovvero quelle del 6 e del 7 giugno.La maggioranza mette ai voti la proposta, ma vota contro e la richiesta viene respinta. Viene approvata, nella stessa riunione, la decisione del sindaco D'Alfonso di ritirare le dimissioni e di delegare le sue funzioni per malattia. Tuttavia, i consiglieri, in forma privata, possono prendere in visione il documento della discordia.

- Il centrodestra non ci sta, e, creando ulteriore pathos, studia diverse soluzioni per far commissariare la città e non far svolgere, da una maggioranza ritenuta indegna, il consueto lavoro di governo.

Alcune considerazioni
1 Vicesindaco o Commissario prefettizio?
La differenza tra l'avere un vicesindaco facente le veci del sindaco e un commissario prefettizio inviato da Roma è sostanziale:
Il vicesindaco può continuare tranquillamente le opere pubbliche in corso, senza limitazioni particolari. Queste opere potrebbero fungere anche da spot elettorali impliciti, secondo qualcuno.Un commissario prefettizio, invece, si dovrebbe limitare a svolgere funzioni di ordinaria amministrazione.
E' una differenza grande, anche perchè, allo stato attuale delle cose, il sindaco teoricamente potrebbe rientrare in carica.
Inoltre potrebbe non essere scontato il ritorno alle urne, che vedrebbe favorita, a giugno, l'attuale opposizione di centrodestra.
C'è da tener conto che i Giochi del Mediterraneo inizieranno il 26 Giugno, ovvero pochi giorni dopo le eventuali elezioni.
2 D'Alfonso si è messo in condizione di ricandidarsi
Grazie al suo escamotage, Luciano D'Alfonso potrebbe addirittura ricandidarsi.
Un sindaco infatti può essere eletto una terza volta, a patto di rispettare alcune condizioni.
Tra queste, quelle che D'Alfonso è riuscito ad aggirare sono due:
1 Non si può candidare a sindaco chi è dimissionario in forma definitiva.
2 Non si può ricandidare a sindaco per la terza volta chi ha governato una città in entrambe le volte per oltre due anni e sei mesi (e la seconda legislatura è iniziata solo da 8 mesi).
3 Il futuro incerto di Pescara
Sulla città e sui cittadini, che si sentono spiazzati dalla situazione di empasse creatasi, pendono almeno cinque spade di Damocle:

-L'interpretazione da parte del Ministero degli Interni sulla validità dell'escamotage di D'Alfonso

-Il futuro dell'amministrazione cittadina, la cui durata è incerta e la cui stessa guida è messa in discussione.

- La data delle prossime elezioni. Non è affatto scontato infatti che ci saranno le elezioni anticipate.

-La decisione della Corte dei Conti in merito al ricorso presentato dal centrodestra sulla validità dell'esito delle elezioni comunali dell'aprile 2008.

-Gli sviluppi giudiziari del caso D'Alfonso, ovvero ulteriori provvedimenti da parte della magistratura.



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venerdì 26 dicembre 2008

Notizie - Politica/Pescara - La giunta rompe gli accordi sugli swap


Come abbiamo già accenato, tra le conseguenze dell'amministrazione D'Alfonso, di cui la vicenda giudiziaria in corso è solo l'ultimo atto, c'è il capitolo swap.

Per rifare marciapiedi, strade, palazzi, aiuole, il comune ha fatto tanti debiti. 160 milioni, stimò qualcuno, qualche tempo fa, ma nel frattempo l'importo potrebbe essere cresciuto.

Non contenti, gli amministratori di Palazzo di Città stipularono un mutuo includente una sorta di gioco in borsa sugli interessi previsti, detto swap.

Per sapere cosa è uno swap si può approfondire qui: http://www.performancetrading.it/Mercati/Swap/SwpIndex.htm

Basta però sapere, in sintesi, che si tratta di una sorta di gioco d'azzardo sugli interessi debitori.
In pratica, non solo il comune ha contratto debiti ingenti, che graveranno sui Pescaresi (160-200 milioni di debiti equivalgono a quasi 2000 euro di debito che ogni pescarese ha a testa, includendo gli invalidi, i minorenni, i disoccupati), ma ci ha giocato anche, con questi soldi.

Cosa è successo di nuovo?

E' avvenuto che mentre inizialmente con questi giochi di borsa il comune stava guadagnando, negli ultimi tempi aveva iniziato a perdere.
Ecco allora che Camillo D'Angelo, assessore alle finanze, straccia il contratto stipulato con gli istituti di credito e passa al contrattacco, depositando una denuncia.

Tutto ciò ricorda un po' quei film in cui ci sono dei pistoleri che giocano a carte in un saloon. Uno dei giocatori cala un poker d'assi e vince, ma uno degli avversari proprio non ci sta a perdere, e allora si alza in piedi infuriato e dice: "Tu bari! Hai imbrogliato!
Un secondo dopo tira fuori dal taschino la pistola e gli spara.

Politica/Pescara- Il dopo D'Alfonso

Come molti abruzzesi sanno, il sindaco dimissionario D'Alfonso è stato scarcerato, dopo circa una settimana di arresti domiciliari.
Di parere contrario era il procuratore Varone, che ha tentato di opporsi a tale provvedimento.

Nell'istanza di scarcerazione, il giudice per le Indagini Preliminari De Ninis ha precisato però che il quadro accusatorio resta grave, e che ha influito sulla fine della detenzione preventiva il fatto che l'imptato ha dato le dimissioni da sindaco.

E' difficile dunque che Luciano D'Alfonso, che ha ottenuto la libertà grazie alla rinuncia alla poltrona di Primo Cittadino, revochi le dimissioni, come chiedevano i suoi supporters accorsi sotto casa alla notizia della fine degli arresti domiciliari.


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Si profilano dunque nuove elezioni a primavera, un commissariamento della città e l'avvento dell'era "Dopo D'Alfonso".
Come sarà questo "Dopo D'Alfonso"?

Si può pronosticare un'altra vittoria del centro-destra, anche se è prematuro dirlo.
Saranno in grado i rappresentanti locali del centro destra, di convincere propri concittadini a votarli, dopo essere stati sconfitti due volte dall' "enfant prodige" di Lettomanoppello, ora fuori dai giochi?

Circolano molti commenti, a Pescara, il disfattismo del centrodestra nelle ultime elezioni comunali: nessuno volva fare il candidato sindaco, quasi avessero timore dell'avversario.

Candidatosi poi Luigi Albore Mascia, quest'ultimo, nella campagna elttorale, si dimostrò poco agguerrito.
Quando venne Berlusconi in Piazza della Rinascita a raccogliere voti, non prese nemmeno la parola. Fu, quella, una occasione persa e irripetibile per avere una investitura in pienba regola dal leader carismatico del Pdl.

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Quello che ci chiediamo ora è:

-Quali sono le idee per governare la città che ha il centrodestra?

-Quali saranno gi elementi di continuità col recente passato che hanno in mente gli esponenti del Pdl?

-Quali saranno le differenze?

-Chi sarà il candidato prescelto?

-Ci sarà un'alleanza locale con l'Udc?

Per quanto riguarda il centrosinistra:

-Chi rimarrà a galla degli uomini dello staff governativo di D'Alfonso?

-Si alleeranno con l'Idv?

-C'è qualche possibilità di ribaltare il risultato che si preannuncia negativo per la prossima tornata elettorale?

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In teoria una rimonta del Pd a Pescara sarebbe possibile.
Ricordiamoci infatti che Prodi nel 2006 aveva un vantaggio di circa 10 punti percentuali su Berlusconi, ma il confronto col cavaliere evidentemente fu talmente impari che il distacco scomparve, ed il centrosinistra vinse per circa 25 000 voti su scala nazionale.

lunedì 15 dicembre 2008

Notizie- Pescara Il Sindaco di Pescara D'Alfonso arrestato. La legittimità dei cattivi pensieri


Incredibile, anzi no. Il sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso riceve una notifica di stato di fermo insieme al suo braccio destro Guido Dezio e all'imprenditore De Cesaris. Capo d'imputazione: concussione in merito a degli appalti cimiteriali.

La questione era stata già sollevata in passato dal centro-destra, che aveva inoltrato alle autorità competenti una denuncia, una delle tante che l'opposizione ha inviato contro il primo cittadino.

La notizia dell'arresto di D'Alfonso, a cui è stato risparmiato il carcere, e si trova agli arresti domiciliari, dovrebbe essere clamorosa. E invece no, o almeno, sorprende solo fino ad un certo punto.

Concretizzatasi solo ieri notte, quando gli uomini della squadra mobile del comandante Zupo si sono presentati di fronte a casa del Primo Cittadino per notificargli lo stato di fermo, era nell'aria già da una settimana, o forse anche di più, per i diretti interessati e per una ristretta cerchia di politici che ne erano a conoscenza.

E' emerso, tutto in un colpo, che D'Alfonso si sarebbe dimesso già da una settimana, e che solo ieri avrebbe resa nota la cosa. Le sue dimissioni riguarderebbero sia il suo incarico in Comune che quello di coordinatore regionale del Partito Democratico.

Si è fatta passare la notizia con una tempistica volta a non turbare il risultato delle elezioni, e si è pensato di ratificare il tutto poco prima di mezzanotte, quando il neoeletto presidente della regione Chiodi stava festeggiando ancora.

Lo stesso Chiodi è rimasto attonito dopo aver appreso la notizia e sembra avere assorbito male il colpo: "Non perde solo il Pd con questa vicenda" ha affermato a caldo, "Perde tutto il mondo politico abruzzese, che ha un danno di immagine enorme".

Già da tempo, infatti, gli abruzzesi sono rimasti sconcertati dalle precedenti indagini su Cantagallo (sindaco di Montesilvano, una città di 50 000 abitanti alle porte di Pescara) e su Del Turco, politico di caratura nazionale e presidente della Regione che, colpito dalle notifiche giudiziarie, si è dovuto dimettere dall'incarico di presidente della giunta regionale, rendendo possibili così le elezioni del 14 e 15 Dicembre.

Gli Abruzzesi hanno sì concesso il loro favore alla fazione non coinvolta nello scandalo, ovvero il centro-destra, ma c'è stata una affluenza minore alle urne del 15-20% che viene interpretata da alcuni come un fisiologico senso di disgusto per la politica.

Un sindaco con la passione per gli appalti

I cattivi pensieri sono legittimi quando un sindaco prosciuga le finanze comunali e contrae un debito di almeno 160 milioni di euro che gravano sui cittadini solo per rifare i marciapiedi e l'arredo urbano.
La cittadinanza pescarese, come il resto d'Italia, affronta altri problemi gravi dovuti:

- Alla situazione di grave indigenza di alcuni
- Ad un disagio forte dei quartieri periferici
- Alle difficoltà dei pescatori in un porto senza infrastrutture da cui fuggono le compagnie dei traghetti per i viaggiatori.
- Alla mancanza di sbocchi occupazionali per i giovani.

e ci si chiede:

L'amore per le opere pubbliche è dovuta ad una mania estetica? O ci sono altre simpatie che legano il sindaco ai costruttori?

Ma andiamo con ordine


La questione morale nel Pd

Che il centrosinistra avesse raccolto il fior fiore della "buona politica" in Abruzzo era ormai chiaro: prima Cantagallo, poi Del Turco, nel mezzo e dopo le 24 denunce ricevute da D'Alfonso durante il suo primo mandato e i primi mesi del secondo mandato da Sindaco di Pescara. Tre moschettieri (due della Margherita, uno dello Sdi) che, confluendo nel Pd, hanno dato il loro contributo alla "questione morale" che adesso Veltroni non può più ignorare.

Il Leader del Partito Democratico Veltroni riceve nello stesso arco di tempo una doppia mazzata: la notizia della sconfitta alle elezioni abruzzesi e l'arresto dell'astro nascente ed ex enfant prodige Luciano D'Alfonso.

La grande avventura di D'Alfonso, enfant prodige della politica abruzzese

I cattivi sospetti erano leciti, e sono venuti dal primo passo che D'Alfonso ha compiuto quando è entrato nel Palazzo di Città: dopo poche ore dalla sua prima elezione a sindaco, col colletto ancora sporco dello spumante con cui aveva festeggiato, D'Alfonso firmò la concessione di una borsa di studio del comune ad una ragazza senza che si fosse nemmeno riunita l'apposita commissione.

Era il primo chiaro segno di ciò che sarebbe stata la sua amministrazione. Poco tempo dopo, infatti, D'Alfonso cercò di far passare in consiglio comunale una disposizione grazie alla quale si vendevano dei terreni attigui al porto a favore del costruttore Di Properzio.

Ci fu chi, nel centro-destra, fece stimare il valore reale dei terreni ed emerse che il Sindaco stava svendendo per pochi soldi quei terreni. Cosa lo spingeva ad essere così buono nei confronti di Di Properzio?
Primo cattivo pensiero.
Il bello fu ciò che avvenne in sede di consiglio comunale: contro la vendita dei terreni votò non solo il centrodestra, ma anche gli alleati della sua stessa maggioranza.

D'Alfonso, col capo chino, ammise: è la vittoria della democrazia.

Si iniziò a capire che aria tirava. Ciò che avvenne in quei primi mesi fu evidente: D'Alfonso, prosciugò, da subito, le casse comunali, mentre si attendevano altri fondi per rimpinguarle: milioni di euro solo per rifare il manto d'asfalto sul territorio di Pescara.

I lavori di ristrutturazione di via Nicola Fabrizi con il rifacimento della pavimentazione d'asfalto ripetuta un numero incredibile di volte, rimasero impresse nella mente di molti.

La città di Pescara, sebbene fosse già allora una città discretamente curata e moderna, subì un pesante restyling: una miriade di gare d'appalto che riguardarono però nella maggior parte dei casi, solo il centro cittadino.
Solo mano a mano, negli ultimi anni, si è passati a prendere in considerazione la zona sud di Portanuova.

Strade nuove, semafori che scomparivano per far posto a un numero incredibile di rotonde, marciapedi pubblici rifatti con elegantissimi fari che sbucano da sotto terra, il centro cittadino, quello del passeggio del fine settimana, rimodernato, talvolta anche con dubbio gusto ma con un senso dello sfarzo proprio solo di posti come Montecarlo o Dubai.

"Da dove verranno fuori tutti questi soldi che il comune paga alle imprese edili?" ci si chiese

Fu presto detto: debiti.
Debiti che qualcuno quantificò in 160 milioni di euro, che il comune pensò bene di ripagare con un mutuo di diverse decine di anni.

Non contenta, la giunta regionale pensò di stipulare il mutuo con gli swap, che sono una sorta di gioco d'azzardo sugli interessi debitori, secondo il quale se si vince gli interessi si riducono, se si perde aumentano.

In pratica il comune ha giocato e gioca coi soldi dei cittadini.

La smania dei restauri, che però non ha mai toccato le zone che veramente ne avevano bisogno, ovvero le periferie, non è finita col primo mandato.

D'Alfonso rieletto
E' stato rieletto grazie anche ad una opposizione inetta e masochista, che non ha saputo nemmeno organizzare una campagna elettorale degna di questo nome.

D'Alfonso, è una persona elegante, giovane, e può vantare di essere stato Presidente della provincia di Pescara a soli 28 anni. E' inevitabile una sua rielezione con ampio margine di voti, negli stessi giorni in cui il Partito Democratico di cui fa parte perde la faccia e i consensi e fa posto al nuovo e ultimo (in ordine di tempo) governo Berlusconi .

La musica, dopo il secondo mandato, pero', non cambia

Ancora appalti, donazioni elargite da imprenditori pii che si materializzano in opere pubbliche: l'ultima realizzazione in ordine di tempo è proprio il monumento di Toyo Ito in Piazza della Rinascita, il punto di incontro dei cittadini pescaresi, col suo ampio spazio pedonale, e per questo denominata Piazza Salotto.
L'inaugurazione c'è stata proprio Domenica 14 Dicembre, un tacito escamotage elettorale che furbescamente è coinciso con la data della votazioni.

E ancora ci si chiede:

Che interesse hanno gli imprenditori a finanziare gratuitamente, con ingenti somme di denaro, opere pubbliche per la città di Pescara? Cosa c'è dietro?


Multe a go-go
D'Alfonso spende. Ma ha un alleato che lo aiuta a far quadrare i conti: è il comandante della polizia municipale Ernesto Grippo, che solo in apparenza è uno sceriffo inflessibile.

Quando infatti gli viene registrata una multa dalla polizia stradale, non la prende proprio bene e fa ricorso verso il provvedimento. Non è proprio un esempio edificante per il capo dei vigili.

La Santa Alleanza tra D'Alfonso e Grippo

Ma ciò che fa del capo dei vigili un prezioso collaboratore del Primo Cittadino è la volontà di accontentare d'Alfonso con una Santa Alleanza.

Il sindaco gli fa dono di una sede nuova di zecca, e Grippo si mette all'opera alacremente: Pescara, città di automobilisti indisciplinati, è facile preda di pattuglie di vigili che vengono rimpinguate con nuove assunzioni, perchè c'è una nuova guerra da combattere: quella delle multe.

7 milioni di euro all'anno di multe sono un bottino niente male che aiutano il Comune a far fronte alle spese grandi e piccole di ogni giorno.

I volantini proibiti

Ma i giorni di primavera che mostrano come Grippo non faccia l'integerrimo per spirito di servizio, ma per fare cassa, è il periodo elettorale: una legge ha proibito il volantinaggio sulle automobili, e i vigili si appostano, talvolta addirittura nascondendosi dietro l'angolo della strada, per elevare multe salate contro chi svolge tale prassi pubblicitaria.

Arrivano le elezioni, e il primo politico che di persona, va a mettere i volantini sulle macchine, chi è? Proprio Luciano D'Alfonso.
Poco tempo prima i vigili avevano multato gli studenti che mettevano fogli di carta incollati agli alberi attigui all'università per vendere i libri usati.

Tanta intransigenza, ma poi, nei quindici -venti giorni prima delle elezioni, le macchine vengono riempite di cartacce infilate sotto i tergicristalli, le strade rimangono sporche per i troppi volantini, c'è un numero incredibile di cartelloni elettorali posti dovunque.

Ebbene, i vigili per i volantini dei politici non si mobilitano, non si vedono, nessuno interviene. La legge a Pescara non è uguale per tutti , e questo episodio, per quanto marginale, fa capire che l'attività di multe dei vigili urbani non è stata ispirata poi da principi così nobili. Per chi conta, si fa uno strappo alla regola. Chi non conta niente, come un semplice commerciante, può benissimo pagare una o più multe salate al comune, che deve fare cassa.


Il Record di denunce e l'arresto

Nel frattempo lo score delle denunce pendenti a carico di D'Alfonso sale a 24, il suo dipendente Guido Dezio finisce sotto inchiesta, ma una fuga di notizie gli permette di saperlo con largo anticipo. La notizia delle indagini appare qualche giorno prima su un giornale locale.

Pensare male è lecito: cosa si nasconde dietro la smania di questo sindaco di rifare buona parte della città, questa ansia di compiere lavori pubblici anche inutili, come il ponte pedonale sul mare (ancora in fase di costruzione) e il restauro dell'Aurum?

L'Aurum è una vecchia fabbrica dismessa, dall'aspetto vagamente monumentale: il suo restauro è costato più di nove milioni di euro, che sono serviti non solo per il restauro, ma anche per la festa di re-inaugurazione in cui si sono utilizzati costosi fuochi d'artificio. In quella occasione è stato invitato sindaco di Barcellona, che ha soggiornato col suo entourage a spese dei pescaresi, per vedere una vecchia fabbrica riadattata a centro culturale.

Un centro culturale, che, si stima, costerà ai pescaresi un milione di euro all'anno solo per la sua gestione.

L'arresto di D'Alfonso arriva dopo ben sei anni in cui a Pescara se ne sono viste delle belle.

Ora la magistratura e le forze di polizia facciano tranquillamente il proprio lavoro: solamente i tribunali potranno stabilire la verità ufficiale.
Nel frattempo anche i normali cittadini ipotizzano, nei loro discorsi informali, reati gravi e reiterati, e non potrebbe essere altrimenti.
Guai se non fosse consentito: ci troveremmo, in quel caso, sotto una dittatura.



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