venerdì 7 dicembre 2012
Uffici Imu, apertura straordinaria per verificare gli errori. Tutta "colpa" de Il Messsagero
“Nessun contribuente oggi è venuto allo Sportello Tributi del Comune di Pescara per denunciare di aver pagato in maniera errata l’Imu per colpa della modulistica inserita sul sito istituzionale del Comune di Pescara. Anzi: oggi per l’intera mattinata i nostri sportelli, che hanno osservato un’apertura straordinaria al pubblico, sono rimasti desolatamente vuoti, ma in compenso abbiamo ricevuto 96 mail e 70 telefonate da parte di contribuenti che, dopo aver letto i due articoli erronei pubblicati da il quotidiano Il Messaggero, hanno pensato che il Comune avesse riportato l’aliquota sulla prima abitazione dal 3,5 al 4 per mille. Impegno dei nostri dipendenti è stato quello di rassicurare gli utenti, confermando che la modulistica e le istruzioni riportate sul sito sono assolutamente corrette a differenza di quanto riportato dal quotidiano che ha però arrecato un danno all’immagine dell’Ufficio Tributi del Comune di Pescara”. Lo ha detto l’assessore ai Tributi Massimo Filippello ufficializzando l’esito della sfida lanciata quest’oggi, invitando tutte “le centinaia di contribuenti che, secondo il quotidiano, avrebbero sbagliato il versamento Imu per colpa di una modulistica errata riportata sul sito del Comune, a venire nei nostri uffici portando con sé i modelli F24 pagati e noi avremmo risolto il problema. Come previsto non è venuto nessuno”.
“La notizia pubblicata nei giorni scorsi era assolutamente fuorviante e non corrispondente al vero – ha ribadito l’assessore Filippello -: le procedure inserite sul sito on line del Comune di Pescara proprio per supportare il contribuente nel calcolo del saldo dell’Imu sono assolutamente corrette e controllate dai nostri uffici e sullo stesso sito l’utente trova ogni genere di informazione utile per non incorrere in errori. Nello specifico, per quanto riguarda la modulistica, prima di accedere alla compilazione, il contribuente trova la finestra ‘Calcolo Imu on-line’ in cui si ricorda esplicitamente che ‘la procedura propone automaticamente le aliquote di legge. Tutte le aliquote andranno pertanto modificate con quelle approvate dal Comune di Pescara’, e di seguito c’è il link ‘visualizza le aliquote’: basta cliccare e ogni contribuente troverà l’aliquota che fa al suo caso specifico. Quindi si torna sul modulo dove si trovava, come preallertato, l’aliquota di legge al 4 per mille, la quale, ovviamente, andava modificata sulla base delle proprie esigenze, dunque 3,5 per mille per l’abitazione principale, 3 per mille per aliquota agevolata sempre per le abitazioni principali, e poi 10,25 per mille per gli altri immobili, 7,6 per mille per chi usufruisce delle relative agevolazioni, e via dicendo. In altre parole non c’è mai stata alcuna ‘aliquota sbagliata’ sulla nostra modulistica, come riportato erroneamente dal cronista, che al contrario ha scatenato un allarme ingiustificato tra gli utenti: in molti ci hanno chiamato pensando di aver realmente sbagliato pagando l’aliquota al 3,5 per mille, ipotizzando che avessimo reinserito l’aliquota del 4 per mille. Una notizia, temiamo, tesa anche a gettare discredito sull’operato di un’amministrazione che, al contrario, ha approvato le aliquote più basse d’Italia, considerando che la media nazionale delle aliquote Imu sull’abitazione principale è pari al 4,6 per mille, a fronte del nostro 3,5 per mille, e sugli altri immobili la media è 10,37 per mille, contro il 10,25 per mille di Pescara, con agevolazioni al 7,6 per mille. A questo punto, come amministrazione, abbiamo deciso di tenere aperto al pubblico l’Ufficio Tributi del Comune di Pescara nella giornata odierna in via straordinaria, giornata dedicata esclusivamente al ricevimento di quegli utenti che, secondo il cronista de Il Messaggero, hanno ‘sbagliato’ la compilazione e il versamento del saldo dell’Imu per colpa della modulistica presente sul sito istituzionale del Comune, utenti che abbiamo invitato a venire portando con sé il modello F24 già pagato proprio per verificare le centinaia di cittadini che, come riportato nell’articolo, erano incorsi nell’errore. La verifica l’abbiamo fatta e il risultato è stato scontato: non è venuto alcun cittadino, ma in compenso abbiamo ricevuto 70 telefonate e 96 mail di utenti che pensavano avessimo riaumentato l’aliquota sulla prima casa riportandola al 4 per mille. Ora verificheremo il danno arrecato all’immagine dell’Ufficio Tributi e dell’amministrazione comunale da due articoli errati, e nel frattempo ricordiamo a tutti i cittadini che si avvalgono della modulistica comunale per compilare l’Imu di verificare sempre l’inserimento della propria aliquota: da oggi l’Anutel ha aggiornato il nostro file, inserendo l’Imu al 3,5 per mille quale esempio, ma è evidente che chi deve pagare il 3 per mille o il 7,6 o il 10,25 per mille deve comunque modificare quel numero e i relativi calcoli”.
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