mercoledì 22 giugno 2011

lunedì 20 giugno 2011

I precari hanno le loro ragioni, ma non hanno sempre ragione.

Faccio una premessa: in qualità di giornalista ho vissuto più di dieci anni da precario, e lavorare gratis in questo e negli altri mestieri che ho svolto di contorno è stata più la regola che l'eccezione. Ma non piango e non ritengo che la soluzione sia scendere in piazza, fare a botte coi poliziotti, sfasciare le vetrine delle multinazionali o delle banche e nemmeno semplicemente strillare.

E' vero: lavorare è un diritto di tutti, chiunque mostri impegno dovrebbe essere premiato e messo in condizione di vivere una vita al di sopra del livello di sussistenza.

E' vero, ci sono ricchi, poveri, raccomandati.

C'è chi studia, lavora tanto, si sacrifica e c'è chi usa scorciatoie.

Ci sono politici corrotti.

E' anche vero che ci sono milioni di Italiani che si raccomandano, a questi politici corrotti.


E' un dato di fatto anche che la maggioranza degli studenti sceglie lauree umanistiche. Milioni di aspiranti psicologi, letterati, avvocati, giuristi, politologi. C'è un buon numero di medici, ma pochi ingegneri, pochi matematici, pochi fisici, chimici, che potrebbero trovare lavoro anche all'estero.

Ci sono alcune università poco selettive e diventano quasi dei diplomifìci.

C'è una maggioranza di studenti che vedi spendere 3 4 sere alla settimana nei disco-pubs a ballare.

C'è una maggioranza che si laurea dopo 6-7-10 anni, con un voto basso o medio.

Sei un po' presuntuoso, se hai una laurea in lettere, con 85 su 110, e dici: no, non vado a lavorare in altri campi, il mio lavoro è fare l'insegnante, ho studiato per quello, ho fatto l'abilitazione e sono in lista con 100 000 persone.

Potresti andare in altri posti d'Italia, dove potresti acquisire punteggio e fare supplenze, per diventare  insegnante in minor tempo.

Ma no, troppo scomodo.

Potresti fare qualche lavoretto, nel frattempo, giusto per renderti indipendente almeno in parte.

"No,io sono principino, non mi abbasso a fare certe cose".

E così sei arrivato a 40 anni, precario.

Non è sempre così, è ovvio, ma accade molto spesso.


Ti hanno assunto per tre mesi, dicendoti: lavora tre mesi, poi vediamo?



Siamo d'accordo, il contesto generale è duro,  ma non ti hanno promesso di assumerti per sempre.


Non puoi nemmeno dire: voglio, pretendo. La situazione è grave ma l'isterismo non ha mai risolto nulla.

Sciacalli




Francesco Nuti, la malattia senza il rispetto
C'è un tipo di barbarie che a volte sfugge alla sua giusta classificazione. Le sono  state aperte le porte dei salotti buoni, masse acritiche la praticano senza accorgersene, e in tv impera in nome del più meschino degli interessi commerciali.

Francesco Nuti è stato sopraffatto dalla vita: si è rovinato  prima con l'alcoolismo, poi è incappato in una caduta che lo ha mandato in coma e in seguito lo ha lasciato menomato in maniera irreparabile.

In una trasmissione Mediaset è stato esposto in tutta la sua debolezza alle telecamere, milioni di italiani hanno potuto assistere ad un ipocrita tributo in suo onore.

C'era chi faceva finta di onorare un "dovere di cronaca" del tutto particolare.

Sotto il suo sorriso beffardo, invece, godeva nel vedere impennarsi gli ascolti.

Il grande artista era capace di connettere in parte, ma incapace di parlare.


Per di più, quando venivano mostrati i contributi-video dei suoi colleghi che gli facevano gli auguri e lo spronavano, Nuti piangeva.

Ed era un lamento quasi inumano, simile ad una bestia colpita a morte.
I suoi colleghi attori.  che erano chi più chi meno in buona fede, non capivano di prestarsi a un gioco perverso: quello di chi non ha dato dignità al dolore di Nuti, e che non capisce che in certi casi il silenzio è la forma migliore di buongusto e di rispetto.

Avetrana: l'uccisione di una ragazza, l'uccisione della privacy dei cittadini.

Avetrana è un paese del sud italia tranquillo, in cui la gente comune, fino a poco tempo fa, godeva di una piacevole normalità.

Dopo l'assassinio di Sara Scazzi, le telecamere di tutta Italia si sono assiepate davanti alle case dei genitori e della famiglia degli zii in cui si celano uno o più colpevoli.

Il tribunale sta facendo il suo lavoro, gli imputati attendono di conoscere la loro sorte. Ma degli sciacalli disturbano il loro lavoro, creano una saga televisiva, un' enorme sit-com con puntate quotidiane, un reality show che porta inevitabilmente ascolti e soldi a chi lo ha messo in piedi.

I giornalisti sciacalli non hanno pietà per i drammi umani: si intrufolano nelle case e chiedono: come hai ucciso la tua vittima? dove hai seppellito il corpo? Hanno il gusto per il particolare, e assaporano con tranquillità le informazioni macabre che ricevono.


Quando si metterà un freno alle derive mediatiche?

Il caso Avetrana è solo uno dei tanti in cui la stampa è andata oltre, facendo di un omicidio un set televisivo o un fotoromanzo e mistificando il diritto di cronaca.

Avvengono decine di omicidi in Italia ogni giorno, molto simili a quelli che vengon fatti oggetto della morbosa attenzione dei giornalisti.

Esercitando una pena del contrappasso, entrerei in casa di questi giornalisti, li sveglierei mentre dormono nella loro camera da letto, accompagnato da decine di cameramen, li sottoporrei alle più disparate domande e gli direi: come si ci sente?

C'è chi, alla fine di un processo, viene riconosciuto innocente, come è avvenuto in passato, ma  ormai ne hanno ucciso l'immagine: dovrà scappare dal suo passato di presunto colpevole, in ogni sguardo riconoscerà sospetti che la televisione renderà eterni. Andrà magari a cercare un lavoro, e il potenziale datore di lavoro dirà: ah, ma tu sei quello del delitto xx yy!

Mi chiedo perchè gli "Ordini dei giornalisti" non prendano provvedimenti. Quante volte vedremo ancora chiedere in tv "Come ti senti?" a uno che ha appena perso un figlio?

Le autorità preposte dovrebbero emettere ordinanze restrittive per non fare avvicinare i giornalisti alle abitazioni di chi è indagato o di chi ha subito un lutto.

Mi chiedo come sia possibile che ogni volta, in questi casi, fuggano informazioni riservate dai tribunali.

Raramente si trova il responsabile di questo, colui che si è venduto ai media per trenta denari o poco più. La coscienza però  non ha prezzo.


Una società malata di voyeurismo
Una canzone di Samuele Bersani dice:
"Chiedi un autografo all'assassino, guarda il colpevole da vicino, ed approfitta finchè resta dov'è, toccagli la gamba, fagli una domanda, cattiva, spietata, con il buco di entrata, senza il visto d'uscita..."

Un testo calzante, anche quando paragona questa gogna catodica ai processi e alle ghigliottine in piazza.

I colpevoli non sono pochi, siamo milioni, vouyeristi schifosi di questa pornografia dei sentimenti.

E questo vale anche per quei reality in cui si sbircia nella vita di tutti i giorni di altre persone, si ci attacca a una frase detta con innocenza e se ne travisa il significato, si fa business nel filmare un momento di sconforto, una lacrima che scende ripresa in primissimo piano. Le telecamere non si fermano nemmeno nell'intimità di una toilette o di un letto.

Nella frase biblica "Lo scandalo è negli occhi di chi guarda" c'è molto più che in mille trattati in materia di comunicazione.

sabato 18 giugno 2011

Grillo, scendi in campo.

Beppe Grillo è un gran furbacchione. Vuole sparare contro tutti, trattare i più disparati argomenti, fare spettacoli e incassi parlando di politica, per poi far convivere le sue contraddizioni
Fa l'ecologista con lo yacht, l' idealista che parla contro la Rai che gli ha appena pagato una cifra da capogiro, il denigratore di internet che poi diventa il più noto blogger italiano.

Un bel po' di anni fa si presentò con un monologo al Festival di San Remo pretendendo di fare la morale a tutti, e confessando egli stesso di essere stato pagato 250 milioni delle vecchie lire per fare tale performance.

E' leader del movimento a 5 stelle, ma ufficialmente non scende in campo. Ha sparato ferocemente col Pd, che definisce il gemello del Pdl a cui è stata tolta la l, eppure ha cercato di iscriversi per poi candidarsi alle primarie nazionali (bloccato dai vertici del partito).

Su alcune cose Grillo ha ragione, su altre prende della cantonate gigantesche, come quando affermò che in Italia esistono 276 basi americane.

E' facile sparare senza scendere in campo, parlare ma non misurarsi con le problematiche del fare politica, del farsi eleggere ma soprattutto poi di amministrare. La politica è l'arte del compromesso, per cui dovrebbe poi saper mediare con le altre forze politiche, perchè non governa mai un partito da solo.
Si troverebbe poi a far fronte alle inevitabili sconfitte quotidiane che tutte le cariche istituzionali subiscono, anche quando sono in buona volontà, perchè i problemi pratici per la realizzazione di un'idea sono molto maggiori di quando vengono trattati solo a parole. Potrebbe però segnare dei punti, cambiare molte cose, realizzare progetti e avere successi elettorali più stabili.

Il suo difetto è che se ne sta in poltrona, quando va bene sul palcoscenico a fare lo showman.  Grillo scendi in campo e confrontati. Se farai anche solo una parte di ciò che affermi, sarò il primo ad applaudirti.

Cosa vuol dire essere di sinistra

L'ho detto nel post precedente e tante volte in passato: come tutti ho delle idee sulla politica, ma non  sono schierato a prescindere. Ognuno ha il diritto di esprimere la sua opinione, e auspico che in Italia, quando si tratta tale argomento, i cittadini del Belpaese riescano a confrontarsi con animo più distaccato, perchè i toni si animano quasi sempre, in questi casi.
Vorrei poter votare anche a sinistra un domani, perchè esperienze come il cinquantennio democristiano non si devono più ripetere, ci deve essere un ricambio delle poltrone e  talvolta bisogna anche di cambiare rotta.

Occorre però che un partito come il Pd torni ad essere di sinistra, perchè nei fatti non lo è.

Mi verrebbero un sacco di spunti di riflessioni da fare, sulla sinistra più che sulla destra, per analizzarne contraddizioni evidenti. Ma non lo farò. Cercherò d'ora in poi di limitarmi, perchè significherebbe prendere parte a quella lotta tra Guelfi e Ghibellini che non porta niente di buono al nostro Paese.

Una cosa però mi preme far conoscere agli altri: i miei motivi di disappunto verso una sinistra senza identità, quella del Pd, e qui c'è molto da discutere.
Essere del Pd , mi dispiace ripeterlo, non vuol dire essere di sinistra. E' un'amara verità con cui le persone a cui stanno a cuore l'abbattimento delle disparità sociali, la difesa dei più deboli, una giustizia uguale per tutti, l'emancipazione dei poveri dal loro stato d'indigenza, dovranno prima o poi fare i conti.

Il centrodestra mostra senza troppi infingimenti i suoi legami coi poteri forti, (in primis ovviamente l'impero industriale di Berlusconi), il centrosinistra si performa in un'opera di mistificazione che la vorrebbe superiore moralmente, slegata dai poteri forti, a favore dei più deboli.

1a mistificazione:  I referendum
Mentre Il governo voleva chiaramente dare le chiavi della gestione idrica ai privati per il loro business, e voleva regalare un nuovo giro d'affari ai  soliti 4-5 grossi imprenditori che rilevano risorse strategiche in Italia per costruire centrali nucleari da cui la gente comune avrebbe avuto ben pochi benefici,

il Pd voleva fare lo stesso, ma negandolo a parole.

In un suo libro di qualche anno fa, Bersani si dichiarava a favore sia della privatizzazione della gestione acquedottistica che della costruzione di impianti nucleari.

Lo stesso faceva di Pietro, che però poi si ravvide e promosse i referendum; sulle prime, tra l'altro Bersani cercò di avversare questi referendum, per poi allinearsi.

2 Un'altra mistificazione: la sinistra moderata contraria alla guerra.

Questo centrosinistra ha bombardato il Kosovo, e nemmeno troppo velatamente è stata a favore degli interventi in Afghanistan, In Iraq e in Libia. Il centrodestra li ha voluti perchè c'è una corrente d'azione secondo cui la guerra conviene perchè c'è bisogno di accaparrarsi nuove fonti di idrocarburi, e perchè il prestigio di una nazione si fonderebbe, secondo loro, su quanto si mostrano i muscoli militarmente.

Il centrosinistra Ulivista la pensa allo stesso modo, ma non può dirlo apertamente perchè rischia di scontentare parte dei suoi aderenti.

C'è poi la sinistra estrema, che ha avversato queste operazioni militari, ma poi, ha nelle sue fila gente che rompe le vetrine durante i G8 e addirittura qualcuno che ancora simpatizza per i terroristi rossi.

Mistificazione numero 3: la sinistra lontana  dai poteri forti.

Sappiamo bene che la rai è lottizzata: una fetta alla destra, una al centro e un'altra alla sinistra. C'è una buona fetta di conduttori in Rai che fa programmi con la bandiera rossa in mano, anche quando questi programmi con la politica non hanno nulla a che fare.

C'è poi la 7, che è un bell'esperimento di rete sinistroide ma con qualche oasi di libero pensiero. Rai News 24 ha la falce e il martello ormai stampati su un riquadro sulla parte bassa del teleschermo, alcuni dei maggiori giornali, come Il Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, il Fatto Quotidiano, riviste come L'Espresso sono legate alla sinistra.

Ci sono industriali forti che appoggiano questa finta sinistra: Tronchetti Provera, De Benedetti, Montezemolo, Moratti, Della Valle e tanti altri ancora, che controllano il settore della telefonia, degli idrocarburi, tv e giornali  come quelli già citati.

4a Mistificazione: la sinistra vicina ai più deboli.

Non ci sarebbe nemmeno bisogno di dilungarsi su questo punto, perchè sarebbe come sparare sulla Croce Rossa, ma proviamo a fare un sunto: i governi di centrosinistra hanno aggiunto tasse per tutti, e hanno abbassato addirittura il tetto minimo di contribuzione: in pratica, chi guadagna 450 euro al mese deve presentare la dichiarazione dei redditi.

Si ricordi inoltre una imposta sul ticket ospedaliero, poi abrogata dalla sentenza di un tribunale.

La legge che introduceva il lavoro precario (per la quale pagarono con la vita l'amministratore D'Antona e poi colui che la modificò per il centrodestra Marco Biagi), fu introdotta sotto il primo governo di centrosinistra sotto l'egida del Ministro Tiziano Treu.

Il Pd può fare leggi per i più poveri che confliggano con quelle dei suoi sponsors, proprietari di mulinazionali, di gruppi editoriali, di risorse strategiche.

(Un inciso: queste forze industriali di fatto stanno togliendo occupazione agli Italiani per portarlo all'estero (vedi Fiat) e se ne infischiano del creare posti di lavoro nel loro paese. Ma di questo ne parleremo in seguito)

Lo stesso discorso fatto sopra sul Pd riguardo ai poteri forti vale per il Pdl e per tutti gli altri partiti legati a poteri industriali rilevanti.

Sotto questo aspetto c'è una maggior coerenza da parte della sinistra estrema, di cui però non condivido altre posizioni.

venerdì 17 giugno 2011

Contenti voi...

Cari signori del centrosinistra, avete perso le politiche, le europee, due tornate di elezioni amministrative, adesso avete vinto, di misura, più per demeriti dell'avversario che per meriti vostri, in alcune provincie e comuni.

Prima eravamo tutti plagiati dalle reti mediaset, ora, magicamente, l'italia è sveglia, il vento è cambiato, c'è nuovamente la democrazia, Berlusconi è già morto e seppellito e voi, con barbara ferocia, credete di star ballando sulla sua tomba. Del resto me la ricordo bene la vostra ironia macabra dopo l'episodio della statuetta in faccia al premier.

Aspettiamo sei mesi, e vediamo se le cose stanno così.

Intanto, si registrano riapparizioni sconcertanti, gente che torna sul carro del vincitore dopo essere sparita per pudore, come Bassolino che presenta il suo libro a La 7, accolto e definito dalla conduttrice di "Coffee Break" come un "capro espiatorio" della vicenda-rifiuti.
Si è visto persino Prodi, sul palcoscenico alle amministrative insieme a Bersani a festeggiare.

Intanto, dopo tanti anni, si sente dal loro schieramento la prima proposta sensata, che io accolgo con piacere, perchè voglio una sinistra competitiva e non voto a destra a prescindere. Boccia, pupillo di Bersani e D'Alema e sconfitto alle primarie pugliesi tempo fa da Vendola, ha proposto di tassare le rendite finziarie e i proventi delle speculazioni di borsa. "Perchè uno che alza la serranda ogni mattina e lavora tanto deve pagare magari il 41% e uno che fa due clic spostando titoli sul computer il 12,5%?" Così si è espresso l'esponente del Pd.
Bravo Boccia.

In un momento di rinsavimento contagioso, anche Santoro ha avuto una bella uscita: "Presidente Garimberti, se mi vuoi, l'anno prossimo firmo il contratto per un euro a puntata!"

Bravo Santoro, se lo fai ti stimo, magari puoi lavorare a un euro a puntata anche per la 7 anche, chissà.

mercoledì 1 giugno 2011

69 Danguje - Skrisim