giovedì 31 dicembre 2009

Due candeline per il mio blog.

Esattamente due anni fa scrissi il primo post di questo blog: "La vera storia del capitan Findus".

http://andrearusso1979.blogspot.com/2007/12/blog-post.html

In seguito mi dedicai a cose d'altro genere, ma dovrei tornare a pubblicare qualche racconto simile. In due anni ho imparato tanto, sul mondo dei siti web e dei bloggers.
Un augurio speciale va ai bloggers iraniani che protestano contro l'oligarchia teocratica presente in quel paese, se veramente credono nella democrazia e non in un altro dittatore.
Il blog per me rappresenta un piacere ed è un utile complemento alla mia attività di giornalista che svolgo in altre sedi.
Grazie a tutti i miei lettori e buon 2010.

Botti di capodanno, ma ce n'è proprio bisogno?

Ok, state cucinando, apparecchiando la tavola, giocando a carte con amici e parenti per celebrare l'anno nuovo. Lo spumante è in ghiaccio, vi siete fatti belli, qualcuno è andato dal barbiere, qualcun altro si è rosolato sotto i raggi u.v.a delle lampade abbronzanti, e un altro ancora che preferisce l'uva agli u.v.a. stasera sarà un po' brillo e il momento sarà immortalato e consegnato ai posteri grazie ai cellulari con funzioni video\foto, macchine fotografiche digitali e non e videocamere varie.

E' un momento di gioia, si sta tutti insieme, perchè rovinarlo? Bevete con moderazione (specialmente se dopo dovete guidare) e soprattutto, gettate via petardi e oggetti incandescenti vari.

Per ogni botto di Capodanno c'è un vantaggio e un rischio.

Il vantaggio (irrisorio) è quello di creare esplosioni che spaventeranno i gatti e i cani del vicinato.
Il rischio (grande) è quello di perdere una mano. O peggio, di rimanere addirittura uccisi dagli esplosivi. Attenti anche ai razzi: vi può esplodere la bottiglia in mano. I "Palloni di Maradona" sono classificati dagli esperti "bombe-carta" e producono danni gravissimi anche a 9-10 metri di distanza.

Mi rendo conto di come, nell'incoscienza degli anni della fanciullezza, io abbia rischiato veramente tanto coi petardi. Esistevano delle versioni "mignon" anch'esse capaci di procurare l'amputazione delle dita o peggio. Se proprio dovete spararli non fatelo mai con l'accendino, bisogna strofinarli contro la minerva dei cerini.

Dopo il primo di Gennaio scorso scrissi un resoconto sul bollettino delle vittime della guerra dei botti. Come al solito, qualche emerito idiota pensò di festeggiare usando le armi da fuoco. Uno, addirittura, sparò in aria con la pistola di fronte alla telecamera di un'emittente locale.

Non so se la pistola fosse a salve o meno, ma rimane comunque un gesto da "far west".

Il video dello sparo:
http://www.youtube.com/watch?v=SKsIGoEsnuU

Il bollettino di guerra del 2 gennaio 2009:
http://www.youtube.com/watch?v=SKsIGoEsnuU

martedì 29 dicembre 2009

Dal "calcio champagne" al "calcio vodka"

Alejandro Dominguez, 28 anni, talento argentino del Rubin Kazan, da pochi giorni accasatosi a Valencia.

Negli anni '80 veniva definito "calcio champagne" quel tipo di gioco rapido e con tocchi di prima, e soprattutto offensivo. Erano tempi di difensivismo, la vittoria valeva solo due punti anzichè i tre di oggi e giocare per il pareggio era spesso conveniente.


In molti trovavano liberatorio, dunque, veder giocare una squadra all'attacco che desse risalto alle doti tecniche degli attaccanti.


Oggi molte cose sono cambiate, la preparazione atletica e il fisico dei calciatori sono nettamente superiori, si corre di più, anche se viene sacrificata a volte la tecnica. Non sono pochi i trequartisti che l' Italia ha sottovalutato: Baggio, a soli 29 anni, venne ceduto dalla Juve per far posto a Del Piero e da allora fu ripetutamente scaricato in pochi anni: dal Milan al Bologna e poi dall'Inter al Brescia. Anche quando terminò la carriera, a 37 anni, nel 2004, giocava un calcio raffinatissimo che oggi in Italia non si vede più.


Non paragonabile per qualità dei singoli al calcio che conta, la "scuola russa" negli ultimi anni si è affinata, confezionando un modo di giocare veloce e divertente, con tocchi di prima e passaggi precisi, e soprattutto, con giocatori che corrono come lepri dal primo all'utimo minuto.


Un "calcio vodka" divertente, che ha fatto ben figurare la Russia agli ultimi europei del 2008, e che ha fatto vincere allo Zenit di San Pietroburgo la coppa Uefa (oggi denominata Europa League), declassata rispetto ad un tempo ma pur sempre importante.


Per loro sfortuna i club russi trovano spesso i team italiani in un giornata-sì, e non c'è gloria per loro.


E' il caso di Juve-Zenit di Champions league dell'anno scorso, in cui fu determinante una punizione da 35 metri di Del Piero: forza e precisione per un tiro che rimarrà nella storia del pallone.




Discorso simile per il recente goal di Mario Balotelli (unico giocatore nato in Italia in campo in Inter - Rubin Kazan). Una mazzata da posizione più centrale e con meno effetto di quella di Del Piero, ma anch'essa calciata da 35 metri e su punizione.




Le squadre russe passano dai Salenko e i Kanchelskis degli anni '90 ai Danny e i Dominguez degli ultimi tempi. Quest'ultimo è passato al Valencia pochi giorni fa, dopo aver vinto il campionato russo con il Rubin. E' un trequartista da tenere d'occhio e s'è creata curiosità su quale sia il suo vero valore: ecco una raccolta dei suoi goals.




Sava Negrean Brudascu - Pe cararea vietii mele

Nelle foto: Sibiu, nominata capitale europea della cultura per il 2007 insieme a Lussemburgo, città-nazione.

Sava Negrean Brudascu (1947) è sicuramente una delle stelle di prima grandezza nell'ambito della musica folk Romena. Ancora oggi questo genere musicale è molto ascoltato e trasmesso dalle radio e dalle televisioni.
http://www.youtube.com/watch?v=6gGtaJFfCj0&feature=related











venerdì 25 dicembre 2009

22 mesi di carcere con la condizionale alla Robin Hood tedesca.

In alto: veduta di Bonn. Sotto: la sede della "Vr", banca in cui si sono svolti i fatti.

Non andrà in carcere la donna che è stata ribattezzata "la Robin Hood tedesca", perchè le è stato concesso il beneficio della condizionale. La condanna però è arrivata, nonostante il suo reato, ripetuto innumerevoli volte, fosse perpetrato a fini "umanitari".

Di chi stiamo parlando? Il personaggio in questione si chiama Erika B., di 62 anni ( il nome è stato parzalmente secretato dai giudici tedeschi per difenderne la privacy), ed era, fino a poco tempo fa, la direttrice di una filiale della banca tedesca VR, in un paese di 1.500 abitanti alle porte di Bonn.

Erika B. distraeva soldi (si parla di 7,6milioni di euro in totale) dai conti di clienti abbienti su quelli di altri utenti in difficoltà.
Quando c'erano dei controlli e c'erano clienti in rosso, il loro debito veniva ripianato, e poi i soldi tornavano al proprio posto.

Ciò però non era sempre possibile, perchè i clienti nel frattempo spendevano le somme che venivano a loro accreditate. Ha creato così un debito, per l'istituto bancario, di un milione e centomila euro.

Il giudice si è trovato in difficoltà nel comminare alla donna la pena, e ha detto espressamente: "Sebbene violasse la legge, la direttrice lo faceva al fine di aiutare persone in difficoltà". Per ripianare il debito, Erika B. ha dovuto vendere tutto ciò che era in suo possesso, ed ora vive con una pensione di circa 1000 euro mensili.

Un episodio simile è avvenuto in passato a Detroit, dove una direttrice di banca, Patricia Keezer, fu sorpresa a dare 2000 dollari in contanti a un cliente in difficoltà. Venne fuori che aveva sottratto, nel corso di 8 anni, 360 000 dollari alla banca che dirigeva per darli a chi non poteva pagare le rate del mutuo. Anche lei ha avuto una condanna lieve, perchè, come nel caso della sua omologa tedesca, non ha intascato nulla dei soldi gestiti in maniera illecita.

Nel calcio italiano c'è ancora posto per il fair play


Giuseppe Pillon è un allenatore che si è fatto conoscere negli ultimi anni per la sua competenza calcistica. I buoni risultati raggiunti, conditi dal bel gioco, gli hanno permesso di entrare nel calcio che conta.
Il suo Ascoli quest'anno sta deludendo le aspettative, ma una ventina di giorni fa la squadra si è segnalata per un episodio che ha a che fare coi valori umani, più che con il livello professionale.
Durante la partita casalinga contro la Reggina, il difensore dei calabresi Valdez accusa un'infortunio, anche se continua a giocare e nessuno se ne avvede.

Come succede in questi casi, per una regola non scritta del calcio, chi ha il pallone tra i piedi, sia che appartenga alla squadra dell'infortunato, sia che faccia parte degli avversari e stia tentando di segnare, calcia il pallone in fallo laterale per consentire i soccorsi sanitari al giocatore che si sente male. Dopo l'intervento medico in genere la sfera viene restituita alla squadra che ha gettato il pallone fuori del campo.

Valdez, dunque, spedisce la palla verso la linea di bordo campo. Sommese dell'Ascoli non comprende la natura del gesto, e intercetta; avanza sulla fascia destra, mentre i difensori della Reggina restano fermi e chiedono la sospensione del gioco, mette il pallone al centro per Antenucci che segna da breve distanza.

Si scatena un parapiglia: gli amaranto protestano e si scagliano contro Sommese, e uno di loro, Costa, viene espulso.

Quando il gioco riprende e gli animi si sono un po' calmati, ecco il gesto che non ti aspetti: Pillon dice ai suoi di lasciar segnare la Reggina, e l'attaccante avversario può pareggiare i conti passeggiando fino alla porta senza incontrare resistenze.

Per la cronaca, l'Ascoli ha poi perso quella gara per 3 reti a 1, nonostante giocasse in casa e con un uomo in più. Il gesto cavalleresco dei bianconeri non ha influito sul risultato, ma ha creato un precedente più unico che raro nel calcio milionario di oggi.

Giuseppe Pillon ha ricevuto diversi premi per questo gesto che ha avuto un'eco internazionale.

http://www.youtube.com/watch?v=0HiT0E6KwL4

giovedì 24 dicembre 2009

S'Archittu, in provincia di Oristano


Il Governo ha intenzione di costruire centrali nucleari

Nella foto: il fenicottero rosa, presente nella zona di Oristano, dove, secondo alcune fonti da verificare, potrebbe sorgere una centrale nucleare.

Il Governo ha espresso l'intenzione di dare inizio tra breve tempo, alla costruzione nuove centrali nucleari, in barba al referendum del dopo-Chernobyl, che sancì, vent'anni fa, la loro dismissione. Le centrali saranno di nuova generazione, e sono ritenute sicure. Tale modello di reattore è attivo già in Finlandia da qualche anno.
Sono stati promessi incentivi sostanziosi agli enti locali che ospiteranno nel loro territorio i nuovi impianti. Si parla già di alcune località che potrebbero essere ideali per ospitarli, e subito mi hi colpito la scelta di Oristano, posto di una bellezza naturalistica senza pari, sicuramente uno dei posti in Italia meno raggiunti dall'inquinamento, luogo dove proliferano numerose specie animali, tra cui i bellissimi fenicotteri rosa. Mi risulta che lì sia praticato anche l'allevamento dei pesci in specchi d'acqua salmastri che sono particolarmente adatti allo scopo.

Io sono contrario all'utilizzo del nucleare, che produrrà scorie che inevitabilmente creeranno problemi di smaltimento e potenziali incidenti, così come potenziali rischi saranno rappresentati dai reattori.

Si dice che saranno centrali di moderna concezione, più sicure. In Giappone, però, in cui non sono certo arretrati in quanto a tecnologie, gli ultimi incidenti risalgono a pochi anni fa, con numerosi morti e malattie.

L'Italia ha una preziosa risorsa, che è il sole, specialmente in luoghi come la Sicilia. Non è vero che le fonti di energia alternative non forniscono energia sufficiente. Si pensi al modello Friburgo, in Germania, dove grazie a un coinvolgimento di tutta la popolazione, si è creata una situazione di vantaggio per le tasche e la salute dei cittadini, oltre che per l'ambiente.Lì in media si pagano 180 euro all'anno per tutte le bollette dell'energia.

In Italia una riflessione seria su tali tematiche non esiste ancora. Vi sono tanti tipi di centrale a scarso impatto ambientale. Le centrali a biomasse, ad esempio, bruciano scarti agricoli e rifiuti. Le emissioni di gas nocivi sono quasi nulle.

Pensiamo a quanti margini di miglioramento ci possono offrire l'energia eolica, solare ed altre fonti a basso impatto ambientale: aria più pulita, guadagno economico, paesaggi circostanti intatti.

Chi ha già i pannelli solari ha l'opportunità di vendere il surplus di energia che crea. Immaginiamo se si lavorasse per avere i pannelli solari in ogni casa: i costi delle bollette si abbasserebbero vertiginosamente.

Ci vorrebbero anni per una campagna del genere, ma del resto anche le centrali nucleari richiedono vent'anni per entrare pienamente in funzione.