domenica 15 novembre 2009

Le ragazze del volley italiano trionfano nella Grand Champions Cup


Dopo aver dominato la classifica e aver battuto con un perentorio 3 a 0 le fuoriclasse brasiliane nlla penultima gara del girone, le fantastiche ragazze del volley azzurro, capitanate dal ct Massimo Barbolini, hanno sconfitto anche il Giappone. Risultato finale 3 a 1 e coppa in bacheca ( 32-30, 25-22, 24-26, 25-18). Si aggiudicano dunque la competizione, fondata nel 1993, che mette a confronto le squadre detentrici del titolo continentale.
Nelle passate edizioni avevano vinto, in ordine cronologico, Cuba, Russia, Cina e Brasile. Il Giappone ospita il torneo in maniera fissa.


Dopo Lodz, dunque, c'è Fukuoka nei bei ricordi delle azzurre, brave e anche belle, il che non guasta.

Giornalismo: distruggere e ricominciare.

Non si può continuare ad abbozzare. Di fronte a situazioni di precarietà ormai standardizzate, i più si rassegnano.

La professione del giornalista è una fra le più precarie, e non solo in Italia.

C'è una prevaricazione degli editori sui dipendenti, e non c'è una controparte sindacale o un'istituzione di settore in grado di contrastare lo stato delle cose.

Esiste l'Ordine dei giornalisti, frastagliato in tante entità regionali, esiste il sindacato di categoria, ma i risultati dove sono, se sì e no il 10 % di noi vive di questo lavoro e il resto lo fa per passione?

Occorre una riorganizzazione: aprire un dibattito tra menti libere per rialzarsi e cominciare un nuovo corso, una rinascita che coinvolga gli addetti ai lavori in una nuova epoca eroica del giornalismo, in cui si torni allo spirito vero della professione.

Non più schiavi della faziosità, ma veramente liberi di dire ciò che si pensa. Non più tenuti sospesi a un filo dagli imprenditori dell'informazione, ma tutelati da organi di controllo indipendenti e forti.

sabato 14 novembre 2009

Fondi statali per la cultura


Il fatto che ci siano i fondi statali in favore di rassegne, films, concerti, spettacoli teatrali e simili è una cosa positiva e ampiamente condivisibile.


Da alcuni anni però, gli artisti lamentano un taglio di questi fondi da parte del governo centrale. Artisti come Michele Placido, Mariangela Melato, Massimo Ranieri e tanti altri hanno espresso chiaramente il loro pensiero, denunciando la drammaticità di tale provvedimento.


Il discorso, a mio avviso, è un po' più complesso: premesso che non solo il governo centrale, ma anche le Regioni, le Provincie e i Comuni stanziano emolumenti per tali attività, bisognerebbe andare a vedere anche dove vanno a finire, nello specifico, questi soldi.


I finanziamenti sul cinema, ad esempio, hanno rappresentato il Bengodi per alcuni produttori, fino a qualche anno fa.
Lo stato dava loro milioni di euro, e loro cosa facevano? Intascavano i soldi, realizzavano il film, e poi non lo distribuivano nelle sale, per non rischiare quattrini propri.


Un provvedimento recente ha disposto che parte di quel denaro debba essere impiegato per la distribuzione.


Altro esempio: nella mia attività di giornalista ho visto denaro a fiumi confluire a favore di associazioni, circoli pseudo-culturali che in realtà erano solo dei pubs, iniziative artistiche locali di scarso spessore. Milioni e milioni di euro che in un ambito regionale gravano in maniera rilevante sul bilancio.


Dall'altra parte, ci sono nella mia città personaggi che si fregiano, non so quanto buon diritto, della nomea di intellettuali, eppure nessuno o quasi conosce nè i loro libri, nè le loro rappresentazioni teatrali, nè i loro films.

Li conoscono bene, invece, gli assessori e i consiglieri comunali con cui vanno a braccetto.


Se è giusto finanziare la cultura, è anche giusto fare una cernita:

1 Non si può certo dare soldi a tutti, nè far vivere gli artisti come parassiti dello stato.

Esistono anche finanziamenti degli sponsors. Molti imprenditori, ad esempio mettono cartelloni pubblicitari, birrerie, stands e chioschi nei luoghi dei concerti


2 Quando si tratta di manifestazioni artistiche non proprio di qualità, si può fare a meno di erogare fondi pubblici.


3 Mi fa specie che in tv vengano a protestare vecchie conoscenze del tubo catodico, gente piena di soldi, che critica il potere ma è schierata politicamente, che critica la tv ma vi compare, che critica i poteri forti del cinema e poi vi fa affari asseme, che critica il malcostume politico ma raccomanda il figlio o la figlia per il suo stesso mestiere di artista (e a volte, sinceramente, quei ragazzi non hanno proprio la stoffa).

4 Sarebbe bello invece elargire anche molti soldi in favore della cultura, ma per valorizzare quei giovani di talento che vedono le loro ali mozzate da un sistema di gestione dell'arte marcio e forse un po' criminale.

Chick Corea e Gary Burton: Desert Air


Chick Corea(n.1941), pianista di orgine italiane, e Gary Burton (n.1943) vibrafonista, entrambi statunitensi, hanno fatto cose importanti assieme, a partire dagli inizi degli anni '70. Si tratta di due nomi di prima grandezza nel campo del Jazz internazionale.

Un pezzo che vi raccomando vivamente di ascoltare è "Desert air", qui riproposto fedelmente e con grande bravura da due jazzisti molto bravi

http://www.youtube.com/watch?v=GDdNrwKBlWY

mercoledì 11 novembre 2009

"La casta"

Che in Italia esista, ad alti livelli, soltanto un giornalismo fazioso è un dato appurato.
Ogni giorno abbiamo in tv opinionisti e scrittori (che si fregiano dell'appellativo di intellettuali) distorcere i fatti e lanciare strali, a senso unico, contro la fazione opposta alla linea editoriale e ai referenti politici del proprio giornale.

Innanzitutto vorrei contestare l'uso della parola "intellettuale", ingustamente associata spesso a persone tutt'altro che brillanti.


Tante persone sono dotate d'ingegno, e non sono giornalisti. Magari sono ingegneri, medici, funzionari, oppure gente comune, senza blasone.

Eppure il "volgo" secondo me ha più comprendonio di tanti vanitosi del tubo catodico. Gli sono inoltre chiare problematiche complesse sia della propria città, che della nazione. Forse non sempre è così, ma accade molto più spesso di quanto non pensi la classe dirigente.

I servi del potere parlano di casta, lanciano accuse monche, riescono a vendere anche tante copie dei loro libri. Ma la gente se la beve davvero?
Personalmente, sopravvaluterei meno i vassalli dei politicanti e rivaluterei un po' di più la gente comune.

martedì 10 novembre 2009

Esce il nuovo disco di Lucio Dalla. Freschezza e simpatia restano le sue armi.


Esce il nuovo disco di Lucio Dalla, Angoli di cielo.

Testi simpatici e accattivanti, storie quasi da fumetto, ma scritte e interpretate da uno che nella vita ne ha viste tante.

Il 64 enne di Bologna riesce ad essere ancora una volta leggero ma mai banale, e a conquistare tutti, perchè il disco lo rispecchia: lui è così, simpatico e vicino all gente, come ama precisare. Ama ed è amato, insomma, e la sua musica ne guadagna. Ha già ricevuto i complimenti via sms dei suoi amici Enzo Iacchetti e Valentino Rossi.

E' possibile comperare il disco in edicola, in abbinamento a La Repubblica o a L'Espresso, al prezzo di 16 euro e 90.

Molto divertente è il brano Broadway, in cui Dalla dialoga con una scimmia dello zoo, che gli ribalta il concetto di libertà e lo induce a riflettere.


Ragazze vincenti - Le azzurre conquistano la Federation Cup


Le nostre atlete azzurre del tennis si sono aggiudicate la Federation Cup, la coppa Davis al femminile. Bissano così un successo ottenuto nel 2006, con un team in cui già da allora figuravano la Pennetta e la Schiavone.


Ne hanno fatto le spese in finale le americane, prive delle due atlete di punta Serena e Venus Williams. La Oudin, n.49 al mondo, la terza americana più forte nel ranking wta, ha dovuto soccombere sia contro la Schiavone (n.16) che contro la Pennetta (n.12).


Alla fine il risultato è stato un secco 4 a 0 per le azzurre, che in semifinale avevano battuto la Russia.


Nel team russo figuravano la Kutznesova, numero 3 al mondo, e Nadia Petrova, numero 20.


Anche la vittoria contro le temibili russe dimostra che il fatto che le sorelle Williams abbiano dato forfait non sminuisce l'impresa delle azzurre, con Flavia Pennetta e Francesca Schiavone in grande forma. Da segnalare come un mesetto fa la Pennetta abbia battuto Venus Williams in un torneo individuale.


Forse anche questo rende speciali le ragazze azzurre del tennis: loro non snobbano la nazionale perchè ci sono pochi soldi in palio, come fanno anche i colleghi americani del tennis e del basket.
E poi, si dice pochi tanto per dire: solo per il passaggio in finale le italiane percepiranno 60 000 euro, mentre si prevede un premio ben più sostanzioso per la vittoria del torneo.


Altra considerazione: come in altri sports,le donne italiane si dimostrano più brave degli uomini: nei tuffi, con la Cagnotto (e non solo), nel nuoto (con la Pellegrini e la Filippi), e nella pallavolo (vincendo gli europei tenutisi un mese fa a Lodz, in Polonia).
Una riflessione finale: anche i successi sportivi sono indice di un paese tutt'altro che alla frutta, come sostiene qualcuno

sabato 7 novembre 2009

Folk Romeno e Portoghese a confronto




I regimi dittatoriali del passato recente hanno determinto un certo isolamento culturale in paesi come Romania, Spagna e Portogallo.
Ovviamente tale condizione non sussiste più, ma un aspetto positivo di questo fattore storico è la conservazione di un patrimonio folkloristico di grande spessore.
Ecco due voci straordinarie a confronto:
Sava Negrean Brudascu e Teresa Salgueiro dei Madredeus

Am iubit, cu adevarat

Maio Maduro maio
Da notare il fatto che si tratta di due tradizioni musicali di comune radice linguistica latina.