sabato 18 aprile 2009
martedì 14 aprile 2009
Importante- Nuovo comunicato stampa (13 Aprile) di Rifondazione Comunista
R I C H I E S T A R I F O R N I M E N T I
aggiornamento 13/04/09
INTIMO (NO USATO):
Pigiami – slip – canottiere – reggiseni – calze
IGIENE PERSONALE:
Pasta adesiva per dentiere – pasticche per dentiere - spugne da doccia nuove – sapone liquido – salviettine umidificate – dentifricio – spazzolini – schiuma da barba – rasoi – shampoo – assorbenti – detergente intimo – fazzoletti di carta – bacinelle per acqua – deodoranti donna/uomo – pomate e creme (adulti e bambini) – cotton fioK–
UENSILI:
Guanti in lattice da casa – spugne nuove per piatti – scolapasta – utensili da cucina – taglieri – vettovagliamento monouso – vassoi alimenti monouso – pettini – torce da campo – torce a dinamo – pile per torce - stendipanni e mollette
ALIMENTARI:
The – cacao in polvere – orzo – latte in polvere – caffè solubile – condimenti spezie/odori – olio per frittura – riso
PULIZIE:
Amuchina - detersivo per panni – detersivo per piatti – candeggina – sgrassatori – sacchetti immondizia – strofinacci - bidoni – taniche per acqua
VARIE:
Cosmetici – creme solari – ombrelli – K-way - –– bustine assorbi colori – pellicola alluminio – pellicola per alimenti - stufe a olio – gazebo a fisarmonica
MATERIALE SANITARIO:
Farmaci esclusivamente d’uso comune (aspirina, antinfiammatori) – acqua ossigenata citrosil – garze – cerotti
INDUMENTI
Tute uomo/donna – ciabatte (nuove) - cinte
Per il momento abbiamo sospeso le forniture di vestiario, latte, omogeneizzati, alimenti per bimbi ed acqua
Avvertenze: solo alimenti a lunga scadenza, indicare date di scadenza, se si consegna materiale dentro scatoloni (grandi raccolte) dividere il più possibile per tipologie,per gli indumenti dividere per tipologie e taglie
“Brigata di Solidarietà Attiva”
Partito della Rifondazione Comunista
Tel. 085 66 7 88
mail info@rifondazioneabruzzo.org
web http://www.rifondazione.it
http://www.partitosociale.org
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PUNTI RACCOLTA ABRUZZO
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA – PARTITO SOCIALE
PROVINCIA DI PESCARA
PESCARA C/O CIRCOLO “A. GRAMSCI”
piazza dei Grue, 39
orario 09.30 – 21.30
tel. 08566788
CITTA’ SANT ANGELO C/O CIRCOLO PRC
via Petruzzi (vicino clinica Villa Serena)
orario 10.00 – 13.00 / 15.00 – 20.00
tel. 3397531059
CEPAGATTI C/O CIRCOLO PRC “A. GRAMSCI”
viale Duca degli Abruzzi
orario 17.00 – 20.00
tel. 3937703631
SPOLTORE C/O Area E-spò
via dietro le Mura, 16/1
tel. 3335327500 – 3385619192
LORETO APRUTINO C/O CIRCOLO “P. IMPASTATO”
via dei Normanni, 5
orario 09.00 – 19.00
tel. 3392130511
PROVINCIA DI CHIETI
CHIETI C/O FEDERAZIONE PRC CHIETI
viale Majella, 72
orario 08.00 – 20.00
tel. 0871401151
cell. 3316821388
SAMBUCETO C/O CIRCOLO “P.IMPASTATO”
via Manzoni, 3
orario 09.30 – 13.30 / 14.30 – 20.30
tel. 3465703126
SAN VITO CHIETINO C/O CENTRO SOCIALE “L’ARREMBAGGIO”
orario 08.00 – 17.00
tel. 3395852959
PROVINCIA DI TERAMO
TERAMO C/O FEDERAZIONE PRC TERAMO
via della cittadella, 11
tel. 0861241511
GIULIANOVA C/O CIRCOLO RPC “P. DI MASSIMANTONIO”
corso Garibaldi, 43/45
orario 09.30 – 13.30 / 15.00 – 19.30
tel. 3471139192
Avventurieri fuorilegge o gente comune?
Questo decreto, aggiornato varie volte fino al 2008 è ancora in vigore.
Va integrato con quanto dispongono gli articoli 718 e seguenti del Codice Penale e con diverse leggi varate dal 2001 ad oggi.
Viene dunque riportata nei locali la “Tabella dei giochi proibiti”, secondo la quale vengono vietati moltissimi giochi, alcuni all’apparenza anche innocui. Si tratta di giochi conosciuti e misconosciuti, arcaici o ancora in voga, tra le popolazioni italiane del nord, del centro e del sud.
Ne cito alcuni: Sette e mezzo, Tombola, Asso sbarazzino, Poker, Zecchinetto, Baccarat, Briscola Francese.
Ma non mancano in questa lista il biliardo e il biliardino, le macchine da gioco, le scommesse, le macchine che danno in vincita una posta in palio superiore a venti volte l’importo inserito per giocare.
Alcuni nomi sono enigmatici, e gli avventori che leggono si sbizzarriscono nelle più fantasiose interpretazioni: la Passatella al tocco, il Gibellino (che poi non sarebbe altro che il “testa o croce”), la Rollina, lo Zurlo, la Bazzica, la Parigina.
Sono inoltre proibiti i videogiochi ai minori di 16 anni.
In teoria anche le famiglie che il 25 dicembre si riuniscono negli alberghi vacanzieri a giocare a tombola o a rubamazzo violerebbero le leggi del codice penale.
Nella vita reale, però, emerge in modo chiaro come la tolleranza di quei giochi a volte più, a volte meno innocenti che vanno per la maggiore è tangibile ed anzi promossa dallo Stato stesso.
Non è lo Stato infatti che autorizza la nascita dei Casinò municipali, delle sale bingo? Le lotterie, i gratta e vinci, la schedina del totocalcio e tante attività simili sono gestite dallo Stato.
Il problema non è stabilire se il gioco d’azzardo sia legale o meno, e non lo è nemmeno la discordanza di leggi vecchie e nuove (i governanti si adeguano al buonsenso, e le forze di polizia agiscono solo nei casi più gravi (mancanza di permessi, frodi, macchinette truccate, somme troppo alte giocate tra privati a carte).
Il vero problema è di natura morale: deve ancora, lo Stato, avere un ruolo di educatore?
La perdita di beni o di grosse somme può mettere sul lastrico famiglie intere e avere effetti drammatici.
E’ per questo che fa un po’ storcere il naso vedere le tv nazionali pubblicizzare le agenzie di scommesse che invitano a giocare a poker con soldi veri, tramite internet.
E’ sempre per questo stesso motivo che si dovrebbe riaprire un dibattito serio su fino a che punto debba essere consentito lasciarsi trascinare dall’adrenalina del gioco.
martedì 7 aprile 2009
Rifondazione: Allestito un campo a Tempera (nei pressi di Paganica)
RIFONDAZIONE COMUNISTA: ALLESTITO CAMPO A TEMPERA
Prosegue il lavoro di solidarietà attiva
con le popolazioni aquilane.
Abbiamo approntato con i compagni della Federazione del PRC di Roma n.2 cucine da campo che sono state montate in località Tempera (vicino Paganica).
Abbiamo attivato vari centri di raccolta per COPERTE, VESTIARIO, PASTA, SCATOLAME, LATTE, OLIO, PELATI, ASSORBENTI, PANNOLINI, ACQUA, BISCOTTI, CAFFE', TE' ecc.:
. Pescara presso Circolo A. Gramsci in Piazza dei Grue 39 (tel 085/66788),
. Chieti presso la Federazione PRC, via Maiella 76 (tel. 0871/401151),
. Teramo presso la Federazione PRC, via della Cittadella 90 (tel. 0861/241511).
Ringraziamo le decine e decine di persone che ci hanno chiamato da tutta Italia per dare la propria disponibilità come volontari o per ospitare gli sfollati.
Chi volesse rendersi utile come volontario per i campi in allestimento può chiamare lo 085/66788.
Chi è disponibile ad ospitare persone e famiglie sfollate può chiamare lo 085/61106
Abbiamo attivato un conto corrente bancario per raccogliere fondi
RIFONDAZIONE PER L'ABRUZZO IBAN: IT32J0312703201CC0340001497
Ricordiamo di evitare di muoversi autonomamente ma sempre coordinandosi con strutture organizzate e protezione civile.
Tutte le info sui siti www.rifondazionepescara.net; www.rifondazione.it e
www.rifondazioneabruzzo.org o chiamando lo 085/66788
Marco Fars, segretario regionale PRC
Maurizio Acerbo, consigliere regionale PRC
P.S.: tra i tanti che si sono attivati vogliamo ricordare un compagno di Torino che è arrivato a Pescara questa notte alle 4,22 in treno per consegnarci 2.700 euro raccolti ieri mattina tra i compagni di Rifondazione.
lunedì 6 aprile 2009
Dati e considerazioni sul terremoto a L'Aquila.
Vorrei solo accennare alcuni dati e cosiderazioni: i morti accertati fino ad ora, 14.47 del 6 Aprile 2009, sono circa 50, ma come è normale in questi casi, questo numero salirà di molto, purtroppo.
Dal 14 Dicembre fino a oggi L'Aquila sta subendo una lunga serie di scosse non particolarmente forti. Quella di ieri notte, avvenuta all'incirca alle 3 e 30, è stata fortissima, e ha raggiunto il grado di 5,8 magnitudo della scala Richter.
I danni si alle case e alle persone si son riscontrati sostanzialmente solo nella zona dell'Aquila.
Anche io però, che vivo a Pescara sulla costa, a 80-100 km dall'Aquila, sono stato svegliato da un forte rumore.Sembrava che vi fosse un vento molto forte che scuotesse le imposte delle finestre.
Per un po' la casa ha tremato.
Proprio ieri avevo letto per caso che nel 1915 l'Abruzzo fu colpito da un terremoto che come potenza superava addirittura quello di Messina, classificandosi tra i più grandi terremoti degli ultimi 100 anni in tutto il mondo, con una rilevazione di 7,5 magnitudo della scala Richter. I morti furono 35 000 circa.
Il terremoto di Messina del 1908, pur essendo meno forte nell'intensità (7,1 magnitudo, provocò oltre 100 000 morti.
Uno tecnico che risiede in Abruzzo, Giampaolo Giuliani, aveva predetto una forte scossa sismica per il 29 Marzo, a Sulmona. Aveva dunque allertato il sindaco.
E' stato denunciato per procurato allarme dalla magistratura.
Secondo lui, i terremoti si possono prevedere, perchèsia lui che i sismologi possono monitorare la fuoriuscita dal sottosuolo di un gas chiamato radon, che si libera prima che un terremoto sia avvertibile da tutti.
La sua vicenda è ben raccontata da un'intervista di ieri, su "Il Giornale":
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=341979
I terremoti sono un evento naturale, che non può essere evitato. Sono ciclici, e in una zona sismica si sa che si ripeteranno, non si sa quando e con quale intensità. Vi è solo la certezza.
Molto però si può fare in termini di organizzazione preventiva, tenendosi pronti il più possibile a queste emergenze e costruendo le nuove abitazioni secondo criteri antisismici.
Questa catastrofe deve servire da monito per il futuro a farci trovare pronti.
giovedì 26 marzo 2009
Cinema - Takeshis'
Grazie a Fuori orario, il programma contenitore di Ghezzi, su Rai Tre, mi sono trovato per casoa guardare Takeshis’, pellicola risalente al 2005. Un film di Takeshi Kitano che si discosta dal suo vecchio stile gangster. Ho appreso dopo che con quest’opera Kitano ha voluto recitare il requiem del suo vecchio modo di fare cinema; si sarebbe dedicato ad altri temi, tra cui alcune tematiche femminili.
Parlare di Takeshis’(scritto proprio così, non è un genitivo sassone), presentato fuori concorso alla mostra del cinema di Venezia del 2005, non è semplice. Kitano aveva da tanto tempo in mente di fare questa opera autobiografica, vincendo solo dopo diversi anni le riluttanze dei suoi produttori, che ben avevano intuito la rischiosità del film, inizialmente concepito in maniera ancora più complessa di come appare attualmente.
Takeshis’ è un film bellissimo, colto, elegante formalmente e nei contenuti, con una fotografia superba. Il suo unico grave difetto, che però è almeno in parte, inscindibile dagli elementi che ne fanno un’opera magnifica, è che è un film complesso, di non facile lettura.
Due sono le reazioni che può avere lo spettatore che si imbatte in questo film: la prima è di noia, dopo 5, 10, 20 minuti o più, a seconda della pazienza individuale e dello stato d’animo.
La seconda è quella di chi comunque comprende di essere di fronte ad un’opera complessa, ma densa di significati e di raffinate invenzioni, nonché pervasa da un’atmosfera onirica e rarefatta.
E’ un film che assomiglia molto a “8 e mezzo” di Fellini, con i suoi riferimenti autobiografici e le fantasie che si sovrappongono una sull’altra senza un’apparente logica. E anzi Kitano gioca fino all’ultimo fotogramma con lo spettatore: proprio mentre la narrazione sembra ricondursi alla realtà, tutto diventa di nuovo oscuro.
Se però si segue il consiglio dato dallo stesso autore, ovvero quello di godersi il film come un susseguirsi di immagini che non sono altro un collage di sue fantasie introspettive, il film può diventare molto piacevole. Il regista raccomanda di guardarlo più di una volta, per comprenderlo appieno.
Aggiungo io: fatelo, ne vale la pena.
Piccola introduzione al film
Takeshi Kitano è ormai un uomo affermato: dopo essere stato per molti anni un amato istrione televisivo (ricordate “Mai dire Banzai?” In Giappone si chiamava Takeshi’s castle e lui ne era l’autore), oggi è una star internazionale con fans in tutto il mondo.
Kitano fa un film in cui immagina di incontrare un suo sosia, che gli viene presentato da un suo vecchio collega.
Lui fa finta di non riconoscere il suo vecchio collega (si tratta di un'altro veterano del programma Mai dire Banzai), che però ha proprio ragione: l'uoo che gli ha presentato è propro uguale a lui.
Ed inoltre è come lui stesso era agli esordi: vive un’esistenza stentata, senza gloria, facendo provini cinematografici nell’attesa che qualcuno si accorga di lui.
L'autore immagina allora di farne il protagonista del suo nuovo film, e di far partecipare al film tutte le persone che incontra in un giorno solo: la sua fidanzata, la sua ex moglie, il suo assistente, la sua produttrice, due comici obesi (“300 chili di barzellette”), un padre che, come nella tradizione, fa fare al figlio adolescente ruoli di donna nel teatro giapponese.
Come contrappasso, l'ex moglie interpreterà un’arpia onnipresente che gli metterà continuamente i bastoni tra le ruote, il suo assistente, che tratta male un tassista ma secondo lui non è nemmeno in grado di guidare un’auto, farà proprio il conducente di un taxi, la sua giovane fidanzata, visto che ha fatto gli occhi dolci al suo ex amico, sarà la ragazza di costui.
Inoltre anche altri personaggi, come quelli che giocano al Majong con lui, compreso un mafiosetto giovane, verranno arruolati. Anche i giovani di una compagnia di danza, con cui lui si sofferma a scherzare negli studi televisivi, faranno parte del film.

Tutto il suo mondo, insomma, si traspone nel suo alter ego sfortunato, impersonato da un clown senza successo.
Nel mondo di Takeshi povero, tutti i personaggi della vita del Takeshi reale sono altre persone, e fanno una vita diversa.
Il Takeshi clown sogna di sfondare nel cinema, fa delle audizioni, ma viene costantemente deriso.
In un mondo in cui prevale la maleducazione, e i miti del cinema sono proprio quei Takeshi Kitano dei Gangster movies, che credono di risolvere tutto con delle revolverate, lui ha vita dura.
Ma un giorno, finalmente, la sua vita cambia: diventa un attore professionista, vincendo un provino; avrà soldi, ricchezze, donne.
Il film si conclude dove era iniziato: Il Takeshi ricco e famoso si sveglia, si è appisolato durante una seduta di body painting,e si torna alla realtà dopo una straordinaria avventura onirica che coincide col film stesso.
Scene di grande pregio.
Nel film si possono isolare dei momenti di grande cinema: esso è così denso di riflessioni, di trovate dal gusto onirico, di atmosfere rarefatte, che esso non può essere classificato nella media di un semplice buon film.
Facciamo qualche esempio.
- La simbologia del Taxi: quel Taxi che Kitano guida rappresenta il cinema, in particolare il suo cinema, in cui tutti vogliono entrare, per diventare attori.
Alla fine , tutto si risolve in una sparatoria e tutti diventano degli astri luminosi e volano in cielo: si trasformano, insomma, in stelle del cinema.
- La ripetizione, quasi ossessiva, di Takeshi Kitano che spara con ben due pistole è riproposta in tutte le salse, anche al rallentatore;
L’autore è esausto di queste ripetizioni che ripropone al pubblico da molti anni, ormai.
C’è voglia di autoironia: il vero Kitano non è quello dei film, sempre sicuro, che non muore mai nonostante tutti gli sparino. E’ una persona normale, che ora è rispettata per la sua posizione di potere, ma una volta non lo era.
E’ una persona in cui covano anche delle insicurezze, come nel Takeshi-clown. Il pagliaccio è ovvero la parte di lui che si sente tradita.
- Anche col balletto del mafioso morente, molto ironico, e con la sparatoria che lo accompagna, si vuole fare pulizia, una volta per tutte, del vecchio film yakuza.
Sono sparatorie catartiche; Kitano le mette in scena per l'ultima volta per poi sbarazzarsene definitivamente.
- Verso la fine, c’è una bellissima scena in cui la sua ragazza esegue su una spiaggia, con un pallone da calcio, un perfetto esercizio di ginnastica artistica, come quelli che si vedono alle olimpiadi.
La spiaggia probabilmente è vera, anche se Takeshi ha fatto vedere mezz’ora prima come, grazie a degli ottimi schermi che fanno da sfondo, si può creare una location grandiosa e realistica.
“Sono solo films, non sono la mia vita vera”, sembra continuare a dire il regista nipponico, che si permette il lusso di far resuscitare anche i personaggi che poco prima aveva ucciso: è quasi un invito allo spettatore alla non emulazione, e a distinguere tra finzione e realtà. Sa probabilmente di aver dato il cattivo esempio, indirettamente: un film sulla mafia è visto da tanta gente, e non tutti hanno sufficiente senso critico per guardarlo nella giusta maniera.
E’ comunque un capitolo chiuso della sua storia. Era il 2005, nel frattempo ha fatto altri films.
Il Takeshi ricco e famoso ha diretto, insomma, la sua vena artistica su altri sentieri.

