giovedì 24 maggio 2012
TENTATO OMICIDIO DI UNA PROSTITUTA, ARRESTATO IL CUGINO DI CIARELLI
La questura di Pescara ha arrestato il ventottenne rom Pasquale Di Giovanni per il tentato omicidio di una prostituta nigeriana che la notte del 25 aprile fu rapinata e ferita al viso con un colpo di pistola calibro 38. Il killer, prima di fuggire, aveva tentato di far fuoco altre volte, ma l'arma si era inceppata, permettendo alla vittima di fuggire. Di Giovanni e' cugino dei cinque rom Ciarelli arrestati per il delitto Rigante, e lavora presso la scuderia di famiglia nel vicino ippodromo di San Giovanni Teatino.
lunedì 21 maggio 2012
Gianni D’Amore in mostra all’Aurum con “Nel segno del colore”
Il pittore siciliano Gianni D’Amore è protagonista di una personale all’Aurum di Pescara dal titolo “Nel segno del colore”, che è stata inaugurata ieri pomeriggio e rimarrà aperta fino al 31 maggio. L’ingresso al pubblico è libero. D’Amore, nato a Palermo nel 1948, vive e opera a Pescara, e torna a esporre le proprie opere dopo essere stato in mostra nelle più prestigiose gallerie d’arte italiane (Firenze, Bologna, Milano, Roma, Napoli) e straniere. Da sottolineare che la “svolta” decisiva che l’ha portato a una dialettica innovativa e originale nella sua attuale arte si è avuta nel 1987: esattamente 25 anni fa, infatti, D’Amore ospitò nella propria villa di Silvi Marina il noto pittore Franco Angeli, suo maestro, con il quale trascorse un periodo fecondo di studio e lavoro. Tuttavia, come ricorda il professor Antonio Sorella, che ha definito “metapittura” lo stile di D’Amore, l’artista siciliano è “vicino” anche al grande Mario Schifano, pur collocandosi in “una sua personalissima dimensione, sia per l’uso nevrotico degli spazi vuoti sia per quello che è stato definito ‘asintattismo’, un pensiero, cioè, espresso attraverso brani slegati e giustapposti con lo spirito del collage e la casualità tipica della pagina di un quotidiano”.
mercoledì 9 maggio 2012
Omicidi Moro e Impastato, terza edizione di “9 maggio 1978: due delitti di Stato”
Oggi pomeriggio a partire dalle ore 17, presso la sala Figlia di Iorio del palazzo della Provincia di Pescara, si terrà la terza edizione di “9 maggio 1978: due delitti di Stato”, manifestazione dedicata ad Aldo Moro e Peppino Impastato e organizzata dall’associazione Espressione Libre.
Si tratta, ormai, di uno degli eventi di punta dell’associazione cittadina che, per l’organizzazione di questa terza edizione, si è avvalsa della preziosa collaborazione della sezione pescarese dell’ANPI “Ettore Troilo” e del circolo locale dell’associazione Libertà e Giustizia.
All’incontro, che sarà moderato dal giornalista de Il Messaggero, Saverio Occhiuto, prenderanno parte diversi importanti ospiti, tra cui il dott. Enrico Di Nicola, ex capo della Procura di Bologna; lo scrittore Stefano D’Elia, vincitore del Festival della Narrazione "Montesilvano Scrive" con il racconto “Gozzilla il 9 maggio 1978”; il consigliere comunale di Pescara Marco Alessandrini e Pino Maniaci di TeleJato, che interverrà in videoconferenza da Cinisi (PA), dove ogni anno si tiene una manifestazione in ricordo di Peppino Impastato.
I relatori saranno chiamati a ricordare Aldo Moro e Peppino Impastato, due protagonisti della storia della nostra Repubblica, di diverse idee politiche, ma comunque accomunati dagli stessi valori di integrità morale e onestà intellettuale e, purtroppo, anche dalla stessa tragica data: il 9 maggio 1978, giorno dell’uccisione di Impastato e del ritrovamento del corpo di Aldo Moro. Due video introdurranno l’evento, nel corso del quale i soci della nostra associazione si alterneranno nella lettura di alcune lettere di Moro e Impastato.
“A distanza di 34 anni, il 9 maggio 1978 rimane un punto buio della nostra esperienza repubblicana – afferma Massimiliano Di Pillo di Espressione Libre - ma alcuni personaggi che navigarono in quel potere costituito tornano oggi prepotentemente di attualità. Penso a Giulio Andreotti, al suo ruolo controverso nella gestione del rapimento Moro e alle sue mancate rivelazioni o ancora - continua - penso al Generale dei Carabinieri, Antonio Subranni, Capitano dell'Arma in servizio a Cinisi nel 1978 che, dopo aver palesemente depistato le indagini sulla morte di Peppino Impastato, risulta oggi indagato addirittura nella strage di Via D'Amelio, in seguito a una rivelazione della moglie di Paolo Borsellino. Ecco un ulteriore motivo per cui – conclude Di Pillo – non dobbiamo mai abbassare l’attenzione sul 9 maggio 1978, un giorno che sembra essere un crocevia di tante altre storie e personaggi che, se rivelati, potrebbero svelare scenari ben diversi rispetto a quelli scritti finora sui libri di storia”.
La cittadinanza è invitata a partecipare.
domenica 6 maggio 2012
Fiaccolata per Domenico Di Luzio mercoledì 9 maggio
Mercoledì 9 maggio alle ore 18,30 da Piazzale Mazzini (Casina dei Tigli), a Chieti, si muoverà un corteo/fiaccolata per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla scomparsa di Domenico (Mimmo) di Luzio, che ha fatto perdere le proprie tracce dal 18 aprile. Il corteo verrà sciolto a piazza Valignani (Pozzo) dopo aver percorso Piazza Trento e Trieste (La Trinità) e corso Marrucino. Il corteo/fiaccolata è organizzato dai tifosi della squadra di calcio del Chieti, ma sono invitati i cittadini, i politici, gli amici e tutti quelli che vogliono che Mimmo faccia ritorno a casa.
sabato 5 maggio 2012
Calcio: Grosseto-Pescara 2-4, il Pescara vola ma c'è ancora da soffrire
Il Pescara prolunga il suo momento magico, con la quarta vittoria di fila. 18 reti fatte e due sole subite nelle ultime quattro gare la dicono lunga sullo stato di forma dei biancoazzurri, che ora momentaneamente sono primi, in attesa del recupero di lunedì Torino-Padova. Verona e Sassuolo hanno vinto, però, rispettivamente con Livorno e Crotone, e sono lì ad un punto a far sentire il loro fiato sul collo. Per il Grosseto c'è solo un affondo di Sforzini in avvio, poi è un monologo dei biancoazzurri, che si concretizza nella grossolana autorete di Alfageme, il quale al 33' su un cross da destra precede gli attaccanti azzurri e inzucca di testa, siglando un gran bel goal nella sua porta; sembra quasi che l'abbia fatto apposta, ma in realtà l'attaccante argentino ha ecceduto in generosità spingendosi in difesa ad aiutare i compagni e tentando di deviare la palla in calcio d'angolo. Al 42', poi, Insigne raccoglie il pallone a centrocampo, supera due uomini e poi esplode un bel diagonale da destra verso il lato opposto, laddove il portiere Viotti non può arrivare: 0 a 2. Nella ripresa gli ospiti dilagano, mentre i biancorossi sono evanescenti. Il terzo goal non tarda a giungere: al 52' Insigne crossa da sinistra, Viotti respinge e Nielsen, che gli sta proprio davanti, ribadisce in rete. Ronaldo, dopo poco, lascia il Grosseto in dieci uomini per ingiurie all'arbitro e il Pescara dilaga: al 76' Cascione serve lungo per Sansovini che con un colpo di piatto sinistro scavalca ancora Viotti. E' il 4 a 0 ma non è finita: Sforzini cade a terra su intervento di Anania (anche alla moviola rimarrà difficile capire se il fallo ci sia stato davvero) e si procura un penalty che batte lui stesso. Il tiro è centrale e Anania ribatte, ma lo stesso attaccante di testa è bravo a ribadire in rete. 1-4 e nel finale è ancora Sforzini a cristallizzare il risultato sul 2-4. Il Pescara corre e gioca a memoria, il Grosseto appare stanco e svogliato e in avanti solo Sforzini ha fatto sentire il suo peso. Sabato 12 maggio c'è lo scontro al vertice Pescara-Torino che potrebbe essere determinante ai fini della promozione diretta in serie A.
Andrea Russo
Andrea Russo
Calcio: il Pescara in trasferta a Grosseto senza Immobile e Verratti
mercoledì 2 maggio 2012
Mascia: “Aiuteremo Remo Di Michele”
“L’amministrazione comunale di Pescara si occuperà del ‘caso’ del signor Remo Di Michele che stamane ha inscenato una protesta arrampicandosi su una delle torri faro del campo sportivo San Marco, minacciando di lanciarsi nel vuoto perché senza lavoro dopo la chiusura dell’impresa presso la quale lavorava da sette anni. Nel corso di un colloquio a quattr’occhi avvenuto a fine mattinata ho acquisito le informazioni necessarie, relative alle vicende personali del cittadino e sulle mansioni e professionalità maturate, vicende alle quali presteremo attenzione, ma con un messaggio molto chiaro: comprendo le difficoltà odierne legate all’assenza di lavoro, specie per chi, anche per ragioni anagrafiche rischia di trovarsi escluso dal mercato, ma non è certo ‘arrampicandosi’ sui tralicci della città che si trovano impieghi e non è corretto dare un tale esempio ai giovani. Anche nelle situazioni che sembrano più disperate deve sempre prevalere il dialogo, il confronto, specie nei confronti di un’amministrazione comunale che ha investito oltre 10milioni di euro sul sociale prevedendo anche misure specifiche per il sostegno a chi vive una situazione di oggettiva difficoltà occupazionale”. Lo ha detto il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia al termine del colloquio odierno con il signor Remo Di Michele che in mattinata ha inscenato una clamorosa forma di protesta. Di Michele nei giorni scorsi si era incatenato davanti al Comune di Pescara, come segnalato anche dal nostro blog. “Secondo una prima ricostruzione dei fatti, che sto approfondendo con gli uffici tecnici – ha detto il sindaco Albore Mascia – il signor Di Michele, con un passato difficile alle spalle, aveva trovato lavoro da fine 2004 in un’impresa locale che si occupava del rifacimento degli asfalti. Qualche settimana fa l’impresa, in forti difficoltà economiche, ha dovuto sospendere la propria attività licenziando tutti i dipendenti, compreso il signor Di Michele che per due volte si era incatenato lungo le scale del Comune per protestare contro quella perdita del posto di lavoro che ovviamente non dipende dal Comune, ma da quella crisi che ormai sta attanagliando soprattutto le piccole e medie imprese. Stamane il signor Di Michele ha messo in atto una protesta ancora più forte: avrebbe portato con sé una scaletta con la quale avrebbe scavalcato la recinzione del campo sportivo San Marco, in via Aldo Moro, al mattino chiuso, dove i nostri operai erano impegnati in lavori di manutenzione in un altro spazio della struttura. Poi, utilizzando la scaletta, avrebbe raggiunto i gradini di una delle torri faro e sarebbe salito in cima al traliccio, minacciando, a quel punto, il suicidio, lanciandosi nel vuoto se le Istituzioni non lo avessero aiutato. Sul posto è intervenuto il questore Passamonti, oltre alla Polizia municipale e ai Vigili del Fuoco, che hanno circondato l’area sistemando il materasso sotto il traliccio per attutire un’eventuale caduta dell’uomo. Il questore mi ha contattato al telefono chiedendomi la disponibilità a interessarmi del ‘caso’. Disponibilità che ovviamente ho dato, e a quel punto Di Michele, che ha accettato di scendere, è stato prima accompagnato al Pronto Soccorso per una visita medica di routine, e poi è stato accompagnato dalla Questura nel mio ufficio, in tarda mattinata, per un colloquio. Ho ascoltato la storia del signor Di Michele, le sue difficoltà quotidiane, con una moglie e due figli maggiorenni ma disoccupati a carico, e la sua necessità e buona volontà a lavorare per mantenere sé e la sua famiglia in modo decoroso. Un’esigenza comprensibile e verso il signor Di Michele ho espresso massima solidarietà e volontà a occuparmi del suo ‘caso’, così come ogni giorno ci occupiamo delle mille richieste che ci provengono dal territorio in un momento di forte crisi. Ma ho anche sottolineato – ha proseguito il sindaco Albore Mascia – che non ho condiviso la forma di protesta: non si può e non si deve salire su un traliccio minacciando il suicidio per chiedere un lavoro alle Istituzioni, per quanto si possa essere disperati. Le nostre porte sono sempre state aperte per ascoltare qualunque problematica, pronti a mobilitarci con tutti i mezzi a disposizione per aiutare chi si trova in difficoltà, a dobbiamo anche essere attenti ai messaggi che lanciamo al territorio in un momento in cui la crisi riguarda un po’ tutti. Comunque ci attiveremo al meglio per il signor Di Michele, mentre verificheremo ora anche cos’è successo stamane al campo sportivo San Marco e come sia stato possibile per il signor Di Michele oltrepassare la recinzione e arrampicarsi indisturbato sino alla sommità della torre faro”.
La Destra Pescara: "Esprimiamo la nostra vicinanza alla famiglia di Domenico Rigante"
"Esprimiamo la nostra vicinanza alla famiglia di Domenico Rigante, giovane tifoso ucciso". Così, in una nota, il Segretario Provinciale de La Destra Pescara, Alessandro Baldati, e l'addetto stampa, Andrea Russo. "Ieri notte - continua il comunicato - è stato ucciso, vittima di un agguato tesogli da malviventi di etnia rom, Domenico Rigante, noto per essere un grande tifoso del Pescara. Esprimiamo tutto il nostro cordoglio e siamo vicini ai suoi familiari, che perdono un ragazzo di soli 24 anni. Sembra tra l'altro che non fosse nemmeno lui il reale obiettivo del raid e che sia stato identificato erroneamente dai killers al posto di suo fratello.
Siamo anche vicini al dolore della tifoseria del Pescara che perde un amico, un compagno di mille avventure all'insegna di una sana passione sportiva, mezzo di condivisione e di gioia.
Si pone ancora una volta la questione riguardante la sicurezza a Pescara. Cosa sta succedendo nella nostra città? Rapine, agguati, scomparse misteriose di tante, troppe persone. Omicidi spesso dettati da futili motivi. E' chiaro che è in atto una escalation della criminalità che sta individuando nel capoluogo adriatico un'isola felice dell'impunità.
Per l'ennesima volta ci troviamo a sollecitare un intervento più massiccio delle Forze dell'Ordine, che non si fermi ad un pattugliamento sterile delle strade ma che si concretizzi nel trasferimento dietro le sbarre dei troppi malviventi che popolano la nostra bella città di mare.
Chiediamo, inoltre, che l'amministrazione comunale attui una politica dell'integrazione delle etnie rom tramite campagne di sensibilizzazione, assistenti sociali, vigili urbani, segnalazioni ai tribunali dei minori. C'è bisogno di promuovere le seguenti linee guida: rispetto delle regole; rieducazione ad un senso civico che attualmente manca; una vita improntata al lavoro e alla non violenza; educazione corretta dei figli, che devono frequentare la scuola sviluppando la loro cultura e le loro possibilità di riscatto sociale, e non chiedere l'elemosina o spacciare droga fin dalla tenera età".
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