domenica 11 settembre 2011

Zeman: "Bene così, si puo' migliorare. Immobile? Ha solo sbagliato un rigore, non è da biasimare".

Se questo è il vero Pescara di quest'anno, c'è da attendersi un campionato di vertice: tre vittorie su quattro partite, di cui una, nella trasferta di Modena, immeritata e condizionata dalle sviste arbitrali. La mano del tecnico Zdenek Zeman si vede nel gioco. Impressionante la quantità di azioni da goal che i biancoazzurri hanno prodotto. Il Crotone avrebbe potuto tentare l'arma del contropiede in velocità, visto che i biancoazzurri lasciavano solo tre difensori dietro nelle fasi di attacco. E' apparso invece lento e un po' svogliato.
Zeman appare soddisfatto della prestazione della sua compagine: "C'è sempre qualcosa da migliorare, ma ho visto un bel Pescara, nove punti in quattro gare sono un buon risultato, dobbiamo cercare di fare il maggior numero possibile di punti senza fare calcoli di classifica. Immobile ha sbagliato il rigore, ma sono cose che succedono. Anche Insigne voleva batterlo ma lui ha insistito: li comprendo, sono entrambi attaccanti e vogliono segnare".

Dalla sponda-Crotone, Mister Leonardo Menichini fa autocritica: "la squadra non è in forma, abbiamo sbagliato tanti passaggi, il primo goal dopo soli nove minuti ci ha scoraggiati. Il Pescara dal canto suo ha fatto una grande partita, abbiamo sofferto la velocità dei suoi attaccanti. Nel secondo tempo abbiamo prodotto qualche contropiede, ma c'è molto da lavorare".
Andrea Russo
per Abruzzoblog.it

Il Pescara riscopre Sansovini: doppietta per lui e Crotone surclassato

Un Pescara che cresce gara dopo gara: ci si aspettava una buona prova, ma quella odierna ha superato le piu' rosee previsioni. Non tanto per il risultato (2-0 e un rigore fallito) ma per la colossale mole di azioni da goal prodotte (almeno 25, approssimando per difetto) dagli uomini di Zeman.

E proprio Zeman sembra il valore aggiunto capace di rivitalizzare un gruppo che almeno sulla carta, come singoli elementi, è nella media del campionato. Ma andiamo con ordine. Al 2' Ciro Immobile si invola da solo in piena area di rigore, sta per affrontare il portiere avversario Bindi, ma l'arbitro Ciampi di Roma fischia il fuorigioco.

 Al 9' i padroni di casa vanno in vantaggio: lancio lungo di Kone dalla trequarti, Sansovini in area lascia fare un rimbalzo al pallone e poi tira al volo: un goal bellissimo che infervora ancora di più l'animo entusiastico con cui sono partiti i biancazzurri. Sansovini è scatenato: si fa vedere con due buoni tiri dalla distanza al 21' e al 27'. Al 28' è il turno di Cascione: il suo tiro è deviato.

Al 32' Bocchetti lancia lungo in verticale per Immobile: il portiere Crotonese Bindi lo atterra: viene ammonito da Ciampi, che decreta il rigore. Immobile prende una rincorsa breve e spedisce il pallone sul palo destro: il risultato dunque non cambia. Per vederlo cambiare bisogna aspettare il 59', quando al termine di una triangolazione con Immobile, Sansovini infila Bindi da pochi passi: perforata in questo caso l'area ospite grazie ad un'azione combinata in piena area.

Al 70' si vede il Crotonese Caccavallo con una bella conclusione che si spegne sul lato esterno sinistro della rete. Il Pescara va alla conlusione ancora all'85' e all'86' con Insigne e Giacomelli. All'87' Caccavallo ci riprova con un tiro deviato da Brosco.

Il Pescara finisce la gara non rinunciando ad attaccare, dopo una partita dominata nel risultato e nel gioco. Il Crotone, come ammesso a microfoni accesi da Mister Menichini, è apparso lento e impreciso. Se il Pescara è questo, può giocarsi la promozione: 3 partite vinte su quattro e una sconfitta immeritata a Modena, ma ciò che impressiona è il modo in cui la squadra gioca.
Andrea Russo
per Abruzzoblog.it

venerdì 9 settembre 2011

Ijo: la sua musica, il cosmo, la natura



Audrius Vaitiekunas, in arte "Ijo", è uno degli autori più interessanti nell'ambito della scena elettronica internazionale. Sembra quasi fregarsene della carriera e dei soldi, si immerge nella sua musica, contento di vivere di creatività. Viene da un posto splendido, la città di Klaipeda, in Lituania, che ha attorno mare e distese infinite di boschi. Vive in Inghilterra, si è esibito a Londra, ora si trova a Brighton, un'importante città costiera nel sud dell'Inghilterra dove c'è molto fermento musicale.

Perchè hai scelto il nome d'arte "Ijo?
Prima di iniziare a fare musica con questo nome, sono stato coinvolto in numerosi progetti con amici e altri musicisti, gruppi locali.. Non pensavo nemmeno di fare dischi e una carriera musicale. Poi ho iniziato ad esibirmi con questo nome e i miei amici hanno iniziato a chiamarmi anche loro Ijo. Si tratta di uno dei satelliti di Giove (sono molto appassionato di astronomia)



Vivi a Londra adesso, giusto? Qualcuno posta su youtube i tuoi pezzi con copertine d'ispirazione metropolitana. Ti ispirano le metropoli, ad esempio Londra con i suoi muri a mattoncini rossi?



Non vivo più a Londra, è uno dei posti peggiori per viverci, per come sono fatto io. Adesso vivo a Brighton, una città di mare come la mia Klaipeda. Non mi piacciono le grandi città dove sei quasi un numero che scompare. La gente ascolta i miei brani e li interpreta secondo le sue sensazioni, come avviene su youtube.



Come abbiamo detto, sei Lituano, di Klaipeda. Dicci il tuo punto di vista sulla Lituania e sulla tua città.

La lituania ha una bella natura, e dove sono nato io è pieno di boschi e di luoghi naturali che nelle altre parti del paese non ci sono. Ogni nazione ha però il suo fascino.

Klaipeda è una bella città tranquilla, negli ultimi anni è diventata fin troppo calma, i giovani giustamente emigrano perchè non trovano lavoro, vanno nella capitale Vilnius o all'estero. Una situazione del genere ti puo' ispirare ma anche deprimere.

Dipende da cosa vuoi e da come organizzi la tua vita. Sono andato in Inghilterra per fare esperienze, è solo una tappa della mia esistenza.

Tornerò a Klaipeda di certo, qualche volta ci penso e mi manca.

Puoi dirci i tratti distintivi, in positivo e in negativo, dei Lituani?



Ci sono molte cose che non mi piacciono dei Lituani, ma ogni posto è fatto in una certa maniera. Ognuno ha i suoi gusti, fa le sue scelte. Io ho scelto la mia strada, altra gente non sa che strada prendere: il genere umano è nato per essere per essere creativo e non tutti hanno trovato il loro modo di esserlo.



Quando e perchè hai deciso di fare musica?

Ho avuto un feeling con la musica sin dai primi anni di vita. I miei giocattoli erano i registratori e strumenti per il suono. A 6 anni ho iniziato a suonare il pianoforte che avevamo in salotto, poi ho iniziato a imparare brani a mamoria, a 12 ho avuto il mio primo sintetizzatore e coinvolgevo amici e parenti a suonare con me. Registravo fin da piccolo su musicassette i brani alla radio, poi ho utilizzato tutti gli strumenti di riproduzione e di registrazione che potevo.



Come è cambiato il tuo rapporto con la musica negli ultimi anni?

Prima ascoltavo molta più musica. Ascoltarla alla radio una volta era più bello, internet non mi dà così tanta soddisfazione. Ricordo che c'era un programma alla radio dove trasmettevano ogni tipo di musica elettronica, una volta alla settimana. Adesso non ho più tanto tempo nè voglia, compongo la mia musica, grazie all'etichetta indipendente a cui sono legato, la Blikmuzik, ora ascolto i demo dei miei amici e colleghi.



Le tue composizioni suggeriscono costantemente atmosfere e scenari moderni. La modernità ti ispira?

Non l'ho mai vista in questa maniera. Di certo compongo musica elettronica, gli strumenti elettronici ti portano a risultati molto strani. Tento di esprimere quello che sento e che provo nella quotidianità. La modernità e le grandi città non mi piacciono, l'intervento dell'uomo è artificiale e distruttivo. Le metropoli le vedo come grandi parassiti che distruggono la natura circostante.
Viviamo però nel ventunesimo secolo, e certe cose te le devi far scivolare addosso, se vuoi andare avanti.


Suoni tutti gli strumenti nei tuoi brani, o fai tutto tramite computer?

Suono la tastiera e il pianoforte, e qualche volta suono la chitarra nei miei pezzi. So suonare anche la batteria, ma non mi capita di utilizzarla per comporre. Me la cavo anche con la batteria elettronica.

Dicci della tua vita in Inghilterra e dei tuoi futuri progetti.

L'Inghilterra per me è un'esperienza di vita, ma transitoria. Il mio unico progetto è quello di dedicarmi a cose creative.. Quando la vita va più veloce io rallento, lascio che le cose avvengano, mi lascio trasportare dalla corrente e mi dico: vediamo dove mi porta la vita.
Andrea Russo


Ijo - Terra de Montage



Ijo - Nook_148

venerdì 19 agosto 2011

Video del giorno



domenica 14 agosto 2011

Pescara Triestina 2-2 (11-12dcr) Zeman: dovevamo fare più goals. Pavanel: la risposta di tutta la squadra mi sta sorprendendo.

(Nella foto: Massimo Pavanel, allenatore della Triestina)
Lorenzo Insigne è stata la star del pomeriggio calcistico pescarese: con giocate sopraffine e due goals da cineteca ha tenuto in ballo le speranze del Delfino fino ai calci di rigore. E' visibilmente dispiaciuto quando si presenta ai microfoni: "Peccato che non ce l'abbiamo fatta, adesso ci dedicheremo solo al campionato e sono sicuro che faremo molto bene già contro il Verona. C'è tanta qualità in questa squadra e penso che stasera si sia visto. Sono contento di aver fatto due goals questa sera, anche se nel secondo caso non volevo imprimere quella traiettoria alla palla: è venuta fuori una rete fantastica.

Zeman si lamenta della scarsa vena realizzativa: dovevamo fare più goals, abbiamo avuto tantissime azioni valide ai tempi supplementari, potevamo mettere nel sacco almeno 5 palloni. La squadra si è comportata bene, nonostante un'incertezza iniziale della difesa, gli attaccanti sono stati bravi in alcuni movimenti, Giacomelli ha dato ritmo alla manovra dal secondo tempo in poi.

Pavanel esprime profonda stima per il Pescara e per Zeman: "Mi piace molto il modo in cui imposta il gioco Zeman, per certi versi non ti fa giocare ma alcune azioni invece ti riescono contro di lui. Abbiamo fatto il possibile e abbiamo vinto meritatamente. Il Pescara ha creato tante azioni, qualcuna forse sul filo del fuorigioco. I miei giocatori invece stanno stupendo me e loro stessi per la risposta splendida che danno alla voglia di vittoria che ha Trieste. La Triestina deve valorizzare i suoi giovani, non ha nessun obiettivo quest'anno, se non di fare bene e di ritrovare la propria identità.
Andrea Russo
per la testata giornalistica Abruzzoblog.it





Pescara-Triestina 2-2 (11-12dcr) Il Pescara perde ai rigori. La Triestina accede al terzo turno, affronterà il Novara


(Nella foto: Davide Bariti, splendida ala sinistra alabardata)

Sembrava una giornata noiosa, in un pomeriggio di mezza estate in cui qualche giocatore ancora appariva in condizioni approssimative. La concentrazione da parte dei biancoazzurri di Zeman era carente, la Triestina con il classico catenaccio e contropiede sembrava avviata ad ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo. E invece l'ha spuntata dopo un finale rocambolesco, i tempi supplementari e infine i rigori.
Dallo 0-2 si è giunti al 2-2 e infine all'11 a 12 per gli alabardati di Pavenel, dopo una sciarada di dodici tiri dal dischetto a squadra.
Al 15' Sansovini sbaglia un rigore concesso dall'arbitro Nasca di Bari per un atterramento in area.
Un'azione simile si ripete al 30' dal lato opposto, ma Princivalli non sbaglia.
Gli ospiti arrotondano il vantaggio con Godeas al 34'
Il Pescara sembra un po' spento, nella ripresa gioca un po' meglio ma non conclude granchè, fino all'75' in cui improvvisamente inizia a sfornare azioni molto belle che si concretizzano in due goals di Insigne, che con due autentiche perle (al 77' e al 93') dimostra di poter fare la differenza.
Il Pescara domina nei tempi suplementari, anche se l'ottimo Bariti, ala sinistra triestina, coglie una traversa.
Si va ai rigori, ma ce ne vogliono 12 a testa per decidere il vincitore: alla fine Sansovini spara alto e manda tutti a casa.
La Triestina si gode la vittoria e va a Novara a giocarsi un ulteriore accesso al turno successivodi Coppa Italia.

Andrea Russo
per la testata giornalistica Abruzzoblog.it

giovedì 11 agosto 2011

Italia-Spagna 2-1: tattica e concentrazione le armi vincenti


Una bellissima Italia, come non la si vedeva da tempo. E' curioso come spesso la Nazionale, come anche altre selezioni, si esalti in amichevoli o nelle qualificazioni per Europei e Mondiali e poi si sciolga come neve al sole nelle occasioni importanti.

Non che il test.match di ieri non lo fosse: era sì un'amichevole, ma con i campioni Mondiali ed Europei in carica, la squadra da battere. In più ci aspettano le partite di qualificazione agli Europei del 2012.

Sì, proprio quei campionati d'Europa che dovevano svolgersi nel nostro paese e che grazie al geniale blitz sul luogo delle votazioni a Cardiff nel 2007, degli allora premiers di Polonia e Ucraina Jarosław Kaczyński e Viktor Yushchenko, finirono sotto la gestione di questi due stati.

Concentrati fin dall'inizio, con un senso della posizione e della tattica sopraffina, frutto di un ottimo lavoro del Mister Cesare Prandelli, gli azzurri si sono dimostrati da subito più concreti, rendendo sterile il palleggio degli avversari ed andando nel primo tempo più volte vicino al goal.

Criscito ha preso un palo dopo pochi minuti,minuto, Montolivo ha battuto Casillas con uno splendido pallonetto all'11'ed un rigore ingiusto realizzato al 36' al  ha messo i conti in parità.
Ci ha pensato Aquilani al a mettere sui giusti binari la partita, con un tiro deviato da Albiol
Va dato merito al centrocampista di aver tentato il tiro nonostante il goal sembrasse difficile, vista la selva di gambe in area di rigore.

Prandelli non rinuncia ai cattivi ragazzi Cassano e Balotelli: il primo ha giocato dall'inizio e il secondo in corso d'opera: la sua Italia sembra prendere volto, con la caratteristica costante alle nostre selezioni di un sontuoso lavoro tattico. Questa volta almeno non ci priviamo dei piedi buoni, affrontando le possibili turbolenze di qualcuno e mettendo inoltre nel motore anche Rossi e Pazzini.

Non ci sono più, dunque, quelle discutibili esclusioni e altrettanto discutibili inclusioni a cui ci siamo abituati nel recente passato (Baggio non convocato ai mondiali del 2002, Zola e Miccoli quasi del tutto dai ct, Totti partecipe al campionato del mondo quando anche camminando zoppicava vistosamente, Buffon convocato ai mondiali 2010 nonostante fosse infortunato (e infatti poi non resse e fu sostituito da Marchetti).

Samantha Fox - Nothing's gonna stop me now