Alcuni giorni fa sono giunte, da una certa parte politica, critiche al sindaco di Montesilvano che ha inserito in una manifestazione culturale opere di Tinto Brass. La sbrigativa invettiva era in sostanza questa: "Tinto Brass non è cinema artistico, perchè osceno".
Forse chi lo dice cade dalla montagna del sapone: da quando in qua arte e moralità coincidono? La stessa cattedrale di San Pietro, sede principale del cattolicesimo di tutto il mondo, fu costruita con la vendita delle indulgenze: si elargiva una donazione per la costruzione della chiesa e tutti i peccati pregressi venivano cancellati.
Un film artistico può mostrare scene scabrose, omicidi, ma avere un fascino torbido, talora sinistro, talora anche gioiosamente immorale (e si aprirebbe qui un lungo discorso su cosa sia ligio oggettivamente alla morale o meno).
Questo piccolo scambio di vedute tra detrattori e sindaco (che ha difeso la sua scelta), è avvenuto proprio in concomitanza col penultimo articolo che ho scritto qui sotto su su Liu, canzone degli Alunni del sole
Negli anni '70 in Italia c'era una corrente di artisti iconoclasti e un po' ribelli che andava per la maggiore. C'era chi giungeva a soluzioni espressive più estreme, e chi invece era più moderato o addirittura aveva inclinazioni chiaramente commerciali. Ad ogni modo c'era un fermento artistico, di pari qualità rispetto a quello degli anni '60, che ora non c'è più. Questo discorso vale sia per i film che per le canzoni.
Un esempio lampante che si ricollega a questo discorso è la bellissima Liù, degli Alunni del Sole. Torbida e poetica al tempo stesso, come erano molte canzoni e molti film del tempo. Una melodia struggente si fonde con un testo incentrato sul ricordo: un uomo ormai adulto ricorda le sue esperienze erotiche a tre con un altro ragazzo e una ragazza.
Abilmente, l'autore non scade mai nella volgarità, ma a dare un forte valore artistico alla storia raccontata.
Silvio Berlusconi, leader del Pdl e capo del Governo, e Luigi Albore Mascia (Pdl), in netto vantaggio nel conteggio dei voti e molto vicino a diventare nuovo sindaco di Pescara.
Lo avevamo lasciato senza mutande, grazie a "El Pais", che confezionava così il suo marchio del "fare giornalismo" non solo per i suoi referenti politici casalinghi, ma anche con gli amici sull'altra sponda del Mediterraneo.
Lo abbiamo ritrovato vincente, ancora una volta, nella terza consultazione elettorale consecutiva nel giro di pochi mesi.
Silvio Berlusconi, mancano solo i dati definitivi , ha trionfato anche alle europee, lasciando in mutande, o anche senza, (si può dire in termini politici), una sinistra che invece di rincorrere gli scandali dovrebbe pensare bene a riorganizzarsi riprendendo coscienza con le reali esigenze dell'elettorato.
Assieme al Cavaliere ha trionfato la Lega, che ha sfiorato il 10% dei voti, e se si tiene conto che a sud il partito della secessione non lo vota nessun, il dato va letto come una cifra importante.
Va forte, all'opposizione, l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, votata per l'atteggiamento di opposizione integerrima al governo da parte di chi avversa la maggioranza con toni poco sfumati.
In Abruzzo, terra dove tre scandali di mazzette targati centrosinistra hanno lasciato il segno, Berlusconi ha acquistato punti grazie al suo ottimo lavoro fatto finora nella gestione dell'emergenza terremoto.
Si prospetta, nella regione dei parchi, un cappotto imbarazzante, con vittorie al primo turno, se si fa eccezione per Giulianova, i cui dati lasciano ancora degli spiragli per il ballottaggio.
A Pescara, Luigi Albore Mascia, alle 21.15, registrava una percentuale di consensi del 57 e rotti percento.
In attesa dei dati definitivi, si può tranquillamente postulare che:
1 La destra ha vinto ancora, e bisogna chiedersi il perchè. Se votano Berlusconi, non è perchè sono tutti plagiati dalla tv commerciale. Se votano Bossi, non è perchè sono tutti rozzi e razzisti. La Lega sta registrando consensi, tra i vari motivi, per l'ottimo operato dei ministri Maroni e Zaia, oltre ad essersi fatta carico delle istanze di vari settori della popolazione del Nord.
Fatto curioso è che la lega raccolga le simpatie ora degli operai ora degli industriali datori di lavoro.
2 Un altro fatto è sicuro: gli italiani non vogliono sentir parlare di cosa fanno i politici nella loro sfera intima, ma vogliono concretezza. Tale parola adesso va applicata ai progetti futuri.
Per quanto riguarda la mia personale visione delle cose, le azioni che farebbero del nostro paese una nazione migliore possono essere:
la costruzione di nuove carceri per chi delinque.
Processi più brevi e meno sconti di pena.
Strategie per attrarre investimenti stranieri e per dare competitivià alle imprese, anche con la costruzione di infrastutture come strade, ponti, porti e aeroporti.
A Pescara, ad esempio, manca un porto degno di questo nome.
Su ben due giornali di opposizione, nella rassegna stampa della mezzanotte di ieri, campeggiava una foto in prima pagina.
Un sussulto di disgusto mi ha subito colpito: l'immagine, ristretta e modificata malignamente all'altezza delle mani, assumeva un altro significato: un gesto esplicativo del premier durante un suo discorso ha assunto così, un significato sconcio.
Fatico ancora a credere che due testate a diffusione nazionale, che pretendono anche di avere uno spessore intellettuale, usino tali mezzucci. Qui vi riporto la foto originale, che, più seriamente, l'Ansa ha riportato.
Lo ripeterò senza mai stancarmi: non è una questione di destra o di sinistra, è un fatto di etica giornalistica, oltre che umana.
Un cronista fazioso non può avere amore per la verità, e quindi, non lo si può chiamare giornalista.
Lo stesso discorso vale per chi, invece di riportare il nome di un indagato rumeno accusato di stupro, ha scritto direttamente "faccia da pugile" con estrema disinvoltura e con spregio nemmeno troppo sottinteso. Qualche giorno dopo quel rumeno fu scagionato e le accuse contro di lui caddero.
Di vero però rimase, sicuramente, l'infelice uscita di quella redazione e dei suoi articolisti.
Gli stereotipi sugli Italiani sono tanti. Così come si è sedimentata nella mentalità de nord Italia la figura dell'emigrante del sud, allo stesso modo in Germania l'idea dell'italiano medio si è modellata su coloro che sono andati a cercare fortuna. Tralasciando l'ovvia inesattezza di certe convinzioni dure a morire, mi pare d'obbligo segnalare anche gli stereotipi riguardanti i Tedeschi, tante volte bollati da noi Italiani come ruspanti o "kitsch" (non a caso è una parola tedesca che vuol dire: "cattivo gusto"). Se è vero che i Tedeschi ascoltano anora oggi Toto Cutugno e Raffaella Carrà, artisti validi, ma da noi considerati fuori moda, è anche vero che gli eredi dei Nibelunghi, da molto tempo, si segnalano piacevolmente nella musica d'avanguardia. E' il continuo riproporsi di quel tema che li vede capaci di scalare grandi vette intellettuali e di ricadere nel cattivo gusto, di esibire raffinatezze filosofiche vestendo sandali con larga parte del piede scoperto già all'inizio della primavera.
Un invito all'ascolto: Schneider Tm, alias Dirk Dresselhaus, i Telepopmusik, Peter Heppner, i Wolfsheim, Ian Pooley (Curacao tambor), i Kraftwerk (che sono i veri padri fondatori della Techno). La lista non è affatto esaustiva.
Quante volte, dopo un nostro insuccesso piccolo o grande, diamo la colpa agli altri o a fattori esterni? I raccomandati, la sorte , sono sempre una buona scusa e fonte di consolazione, lenitivi volti a farci dimenticare che dobbiamo dare di più.
Dalia Grybauskaite, classe 1956, neopresidente della Lituania, sembra avvantaggiata potenzialmente nei confronti della Halonen (1943) nelle simpatie di Silvio Berlusconi
La Lituania, da una settimana, ha un nuovo presidente della repubblica. Dalia Grybauskaite, 53 anni, prima donna eletta alla massima carica, già Commissario europeo alle finanze e viceministro in patria, dovrà affrontare da subito l'empeachment riguardante Andrius Kubilius, da pochi mesi primo ministro, già indagato per corruzione.
Intanto ci possiamo porre due domande:
1 Come si porrà nei confronti della Russia, nei cui confronti , a sprazzi, ci sono state posizioni dure da parte del suo predecessore, Valdas Adamkus?
2 Piacerà a Berlusconi, che si era vantato di aver fatto il Playboy con di Tarya Halonen, premier della Finlandia?
Il governo italiano ha stanziato in favore del gruppo fiat, che racchiude in sè tutte le principali case automobilistiche italiane, 400 milioni di euro per quest'anno e per i prossimi anni. Non è certo la prima volta che la Fiat riceve aiuti di stato. Questa volta la ragione è, come è ben noto, il supporto al mercato dell'automobile in crisi. Si vendono meno automobili, anche perchè le banche fanno meno credito. Tutto sembrerebbe appartenere ad una logica.
C'è qualcosa, però, che i giornali non fanno risaltare particolarmente. Il motivo è presto detto: un giornale di destra non può criticare Berlusconi, (che vuole tra l'altro tenersi buoni gli Agnelli, famiglia potentissima). I giornali di sinistra (qualcuno di essi è di proprietà Agnelli non si schierano contro di loro perchè, come è ben noto, tali signori dell'industria automobilistica italiana sono schierati a sinistra).
Cosa c'è da criticare? Semplicemente il fatto che il gruppo Fiat intasca 400 milioni di euro all'anno dei contribuenti, per acquistare Chrisler e Opel, e diventare così il secondo gruppo automobilistico al mondo dopo la Toyota.
Pochi giorni fa, è stata aperta una nuova fabbrica Fiat in Serbia.
Non sembrano certo operazioni che un'azienda in crisi potrebbe permettersi.
Dunque, il gruppo Fiat, da sempre recettizio di fondi pubblici, da sempre fornitore delle automobili di Polizia, Carabinieri e forze armate, riceve l'ennesima donazione da parte degli italiani. Gli italiani cosa hanno in cambio? Il fatto che le nuove fabbriche vengono messe in Serbia, e non in Italia, o in Polonia, come è avvenuto nel recente passato. In più, si temono licenziamenti anche nelle fabbriche Fiat italiane, anche se il Manager Marchionne minimizza.
Personalmente, a questo punto, preferisco che vengano in Italia grandi gruppi stranieri a dare lavoro agli operai e agli impiegati italiani. Meglio mille lavoratori italiani in più alle dipendenze di uno straniero, che vedere sempre più disoccupati e Montezemolo e company che si arricchiscono.
Tfare Ferrari o Juve va bene, ma si dovrebbe sempre tenere presenti questi fatti.