lunedì 9 marzo 2009

L'opera di Toyo Ito così è più bella


L'opera di Toyo Ito ora è più bella: i tecnici che l'hanno avvolta di lacci e sbarre contenitive, dopo la sua "implosione", le hanno dato, inconsapevolmente, quella potenza visionaria che le mancava.

Il senso di prigionia, i lacci e le sbarre che imprigionano l'Ego dell'uomo moderno sono un'intuizione particolarmente calzante.

L'uomo che dentro ha il colore rosso del fuoco, del sangue, del vino che stimola il lato ludico e dionisiaco, lo spirito dell'ubriacone che vuole sfogare il suo istinto in barba ai codici e alle convenzoni, viene tenuto a freno dalle sovrastrutture sociali.

L'energia rivoluzionaria è insita in noi, è istinto, coscienza di essere animale tra gli animali. L'uomo contemporaneo la distrugge, ma poi la sua mente si ribella.

D'improvviso implodiamo come il "Wine Glass": la mente non controlla più se stessa, il corpo è vittima di somatizzazioni.

La malattia indica che abbiamo commesso degli errori.

Le regole non scritte di una comunità (una sola donna, un solo uomo, un solo matrimonio, lo sguardo degli altri, un lavoro che non piace, un ritmo che ci fa male, una cravatta che stringe, una cinta che soffoca il ventre)

sono le sbarre di una gabbia di metallo che ci grava addosso.

Siamo scintillanti come il cristallo, bolle il nostro sangue, ma qualcosa che sta intorno e non vediamo ci condiziona.

Vytautas Kernagis, da molti considerato il padre del cantautorato lituano


7/3/2009: Comizio a sorpresa di Lorenzo Valloreja in Piazza della Rinascita

Sembrava un Sabato pomeriggio come tanti: il centro cittadino affollato da migliaia di persone che si godevano il riposo del fine settimana, decine e decine di giovani assiepati nel centro di Piazza della Rinascita, sulla lunga serpentina in marmo bianco di panchine.


Verso le 6 del pomeriggio sono giunti all’improvviso Lorenzo Valloreja, segretario del movimento Sfl (Semper fidelis Luci) e alcuni suoi colleghi di partito, che hanno montato a tempo di record un tavolino sul quale hanno posto una sorta di mixer con microfono e altoparlanti.


Valloreja ha improvvisato così, di fronte a una folla incuriosita di oltre un centinaio di persone, un comizio per esporre le proprie idee alla cittadinanza.


“Abbiamo a Pescara una giunta comunale vergognosa”, ha affermato senza mezzi termini, “che non merita di terminare il mandato elettorale alla guida della città, visto il malgoverno e le ruberie che si sono succeduti durante la permanenza in qualità di sindaco di Luciano D’Alfonso;

anche dopo che D’Alfonso s’è fatto da parte, l’amministrazione comunale ha continuato a perseguire una cattiva condotta, che ha dimostrato, qualora ce ne fosse ancora bisogno, l’incapacità di questi signori nel gestire la cosa pubblica.


Queste persone, che prendono lauti compensi, se ne devono andare da Pescara, devono scomparire dalla nostra vista, e lasciare spazio a liste civiche come la nostra, fatta di giovani che vogliono cambiare le cose. Ci ritroviamo in questa bellissima piazza “Salotto”, che noi tutti amiamo, e anche qui, sullo sfondo, intravediamo un simbolo dell’attuale amministrazione che è ormai al capolinea: in quella statua di Toyo Ito rotta è simboleggiato tutto il malgoverno degli ultimi anni.


Facendo quasi richiamo, concettualmente, a “Gli effetti del buono e del cattivo governo”, opera di Ambrogio Lorenzetti , ha fatto una proposta: “Io quella fontana la lascerei così com’è ora, con i lacci e le lastre contenitive”, affinchè funga da monito educativo per le generazioni future.


Tra le sue idee che sono rimaste inascoltate, a suo avviso, ha ribadito l’intento di portare a Pescara il Guggenheim museum, visto che tale fondazione sta cercando una sede nell’Europa meridionale, di istituire una sede della Dia, di fabbricare una discarica a biomasse che bruci i rifiuti e allo stesso tempo produca energia elettrica.


Voglio che qui a Piazza della Rinascita ci sia uno “speaker corner”,ha poi concluso. “Come a Londra, vorrei che ci fosse anche qui un angolo in cui tutti possano dire la loro opinione, ed io sarò tra voi, nei prossimi giorni, nelle tante piazze pescaresi a dare voce a chi non ce l’ha.”




Brussels Airlines

7/3/2009: Comizio a sorpresa di Lorenzo Valloreja in Piazza della Rinascita (parte 2)

giovedì 5 marzo 2009

Basta con i piagnistei

Basta piangere per la crisi. rimbocchiamoci le maniche in silenzio

E' vero che siamo in recessione, ma è anche vero che non siamo certo ai livelli del terzo mondo. Il 70% degli italiani ha una casa di proprietà, e una parte di loro ne possiede più di una.

Conosco delle persone che si lamentano, e hanno un lavoro stabile, beni consistenti, sono dei benestanti e piangono, si uniscono al coro e recitano i rosari della disperazione.

Ad ogni modo, l'unica cosa da fare è rimboccarsi le maniche, migliorarsi, essere propositivi. Il tutto, possibilmente, in silenzio.

Il lavoro a tempo determinato è un invenzione dei ricchi e per i ricchi: aboliamolo.


Ci sono dottrine, in economia, promosse esclusivamente per il bene dei datori di lavoro, dei ricchi, dei loro interessi. Si creano miti aziendali, si forgiano i sottoposti con una mentalità aziendalistica e dogmatica e c'è sempre qualcuno che , in buona fede,cade nella trappola.
Alcuni professori universitari, le unioni degli industriali, alcuni giornali e riviste spingono verso questa visione ristretta del mondo.


Per carità, chi vi scrive, senza pretender di saperla lunga, è contro anche quella forma di assistenzialismo che presuppone che il lavoratore sia quasi un mezzo deficiente, incapace di guardare e agire in nome del proprio interesse, e di trovare lavoro e benessere con lo studio, l'impegno e l'intraprendenza.


In sintesi, non sono, dunque, dalla parte di:


1 colui chi scrive, in alcuni giornali di economia, facendocapire che il personale da licenziare è solo un ingombro e una accozzaglia di rompiscatole, nemico della produzione e dell'attivo di bilancio


ma nemmeno dalla parte di:

2 chi si sfoga con vittimismo, arringa la folla, fa della demagogia e dello statalismo il suo pane.


Premesso questo, ritengo che


il lavoro interinale ed i contratti a tempo sono delle enormi sciocchezze, e sono solo delle scuse per fare l'interesse dei ricchi, che si devono arricchire sempre di più a danno delle masse.


Il lavoro a tempo dovrebbe essere abolito, e dovrebbero rimanere
soltanto i contratti di prova e di formazione
Anche lo stato deve smettere di stipulare contratti a tempo.


Ovviamente, anche io, se fossi un datore di lavoro, metterei il lavoratore in prova, perchè se non ha voglia di lavorare, o non ha i requisiti necessari, non lo assumo.


Quanto ci vuole per imparare un lavoro?


un mese, tre mesi, sei mesi a seconda del caso?

Si stabiliscano dei tempi precisi, (sempre parlando di mesi, non di anni) dopodichè o si assume il lavoratore, o lo si caccia in via definitiva.


Non me la danno a bere: "la flessibilità aiuta l'economia".

No

La flessibilità aiuta soltanto l'economia di chi ha tanto e vuole sempre di più.

Vecchia foto di un filobus a Chieti